2026-02-23 • La morte di “El Mencho” spezza il Cartel Jalisco ma lascia instabilità.

Morning Intelligence – The Gist

Il blitz che ha ucciso Nemesio “El Mencho” Oseguera Cervantes – 15 milioni di dollari di taglia, rete di fentanyl che tocca tre continenti – spezza la cupola del Cartel Jalisco Nueva Generación, ma lascia intatti i suoi tentacoli: in venti stati messicani i sicari hanno eretto blocchi e incendiato veicoli, paralizzando snodi turistici come Guadalajara e Puerto Vallarta e costringendo USA e Canada a bloccare voli e lanciare “do-not-travel” alerts. (apnews.com)

Il vuoto di potere che segue i grandi abbattimenti di capi‐cartello, dalla morte di Pablo Escobar (1993) alla cattura di “El Chapo” (2016), ha sempre prodotto frammentazione violenta: la produzione di metanfetamine in Messico, secondo l’UNODC, è quintuplicata nei tre anni successivi alla rimozione di un boss dominante. Aspettarsi ora un diverso esito senza riforme strutturali di giustizia, finanza locale e controllo armamenti è illusorio.

La coincidenza con il nuovo World Cup 2026 a Guadalajara spinge il tema da crisi di sicurezza interna a rischio per l’economia regionale da 29 miliardi di dollari di afflussi turistici previsti: un monito per gli investitori globali che scommettono sulla “near-shoring” messicana ma sottovalutano il costo della violenza nella supply-chain nordamericana.

“Il potere è sempre più facile da ottenere e più difficile da conservare” (Moisés Naím). La morte di El Mencho lo conferma: decapitare l’idra non basta, serve ridisegnare l’ecosistema dove l’idra nasce.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Monday, February 23, 2026

the Gist View

Il blitz che ha ucciso Nemesio “El Mencho” Oseguera Cervantes – 15 milioni di dollari di taglia, rete di fentanyl che tocca tre continenti – spezza la cupola del Cartel Jalisco Nueva Generación, ma lascia intatti i suoi tentacoli: in venti stati messicani i sicari hanno eretto blocchi e incendiato veicoli, paralizzando snodi turistici come Guadalajara e Puerto Vallarta e costringendo USA e Canada a bloccare voli e lanciare “do-not-travel” alerts. (apnews.com)

Il vuoto di potere che segue i grandi abbattimenti di capi‐cartello, dalla morte di Pablo Escobar (1993) alla cattura di “El Chapo” (2016), ha sempre prodotto frammentazione violenta: la produzione di metanfetamine in Messico, secondo l’UNODC, è quintuplicata nei tre anni successivi alla rimozione di un boss dominante. Aspettarsi ora un diverso esito senza riforme strutturali di giustizia, finanza locale e controllo armamenti è illusorio.

La coincidenza con il nuovo World Cup 2026 a Guadalajara spinge il tema da crisi di sicurezza interna a rischio per l’economia regionale da 29 miliardi di dollari di afflussi turistici previsti: un monito per gli investitori globali che scommettono sulla “near-shoring” messicana ma sottovalutano il costo della violenza nella supply-chain nordamericana.

“Il potere è sempre più facile da ottenere e più difficile da conservare” (Moisés Naím). La morte di El Mencho lo conferma: decapitare l’idra non basta, serve ridisegnare l’ecosistema dove l’idra nasce.

The Gist AI Editor

The Global Overview

La scommessa fiscale dell’Indonesia

L’Indonesia ha registrato un raro deficit di bilancio a gennaio, una mossa deliberata per stimolare la crescita economica. Il governo ha aumentato la spesa del 26% su base annua, un’accelerazione aggressiva che devia dalla consueta prudenza fiscale di inizio anno. A mio avviso, questa strategia di spesa anticipata rappresenta un test cruciale: si tradurrà in una crescita sostenuta o metterà a repentaglio la stabilità finanziaria a lungo termine del paese? L’esito offrirà una lezione preziosa sull’efficacia dell’intervento statale nei mercati emergenti.

I flussi del capitale sovrano

Mentre i governi sperimentano, i capitali privati si muovono con logiche proprie. Il fondo sovrano del Qatar, un colosso da 580 miliardi di dollari, sta investendo in 5C, una società di credito privato gestita da ex-partner di Goldman Sachs. Questo investimento evidenzia la crescente attrazione del “private credit”, ovvero prestiti erogati direttamente alle aziende al di fuori del sistema bancario tradizionale. È un segnale di come i grandi investitori istituzionali cerchino rendimenti in settori meno regolamentati, un’evoluzione del mercato che merita un’attenta osservazione.

Messico: il costo dell’instabilità

In Messico, l’uccisione del narcotrafficante Nemesio “Mencho” Oseguera da parte delle forze armate ha scatenato un’ondata di violenza. La rappresaglia dei cartelli ha colpito duramente Puerto Vallarta, un’importante meta turistica, con incendi di veicoli e attività commerciali. Questi eventi dimostrano brutalmente come il fallimento dello stato nel garantire la sicurezza e lo stato di diritto imponga un costo economico diretto, minando la fiducia degli investitori e l’industria del turismo, vitale per intere regioni del paese.

Esamineremo le prossime mosse di questi attori globali nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Dazi USA: la nuova sfida di Trump al commercio globale

Dopo una battuta d’arresto alla Corte Suprema, che ha bocciato molte delle sue misure daziarie precedenti, il presidente Donald Trump ha annunciato nuovi dazi globali del 15%. Questa mossa, che bypassa il Congresso per 150 giorni, segnala una rinnovata volontà di utilizzare i dazi come strumento di pressione internazionale. Pechino ha immediatamente esortato Washington a cancellare queste misure unilaterali, ribadendo che “non ci sono vincitori in una guerra commerciale”. Personalmente, ritengo che questa escalation protezionistica, pur bypassando temporaneamente le istituzioni, rischi di innescare ritorsioni a catena, danneggiando le imprese europee che dipendono da catene di approvvigionamento globali e aumentando i prezzi per i consumatori.

Germania: la transizione energetica tra ambizione e realtà

In Germania, il governo sta per presentare una riforma della controversa “legge sul riscaldamento”, cruciale per gli obiettivi climatici del Paese. Circa un terzo delle emissioni di CO2 tedesche proviene infatti dal settore edilizio. Il nuovo approccio mira a sostituire le vecchie caldaie a gas e petrolio con alternative più sostenibili come pompe di calore e teleriscaldamento. Sebbene l’obiettivo di decarbonizzare sia condivisibile, trovo essenziale che la transizione avvenga senza imporre oneri insostenibili ai proprietari di immobili e alle imprese, garantendo flessibilità e incentivi adeguati piuttosto che divieti rigidi. Un equilibrio tra ecologia ed economia è la chiave per una transizione di successo.

Stati Uniti: una giustizia sbilanciata?

Un’analisi su quasi settant’anni di sentenze della Corte Suprema statunitense rivela una crescente tendenza a favore delle parti economicamente più forti. Dagli anni ’50, quando i giudici di nomina sia democratica che repubblicana si pronunciavano a favore dei “ricchi” nel 40-45% dei casi, si è passati al 2022, anno in cui i giudici di nomina repubblicana hanno raggiunto il 70% di sentenze pro-ricchezza. Questo dato, per me, solleva interrogativi sulla neutralità del sistema giudiziario e sulle sue implicazioni per la disuguaglianza economica, un tema che dovrebbe far riflettere anche qui in Europa sull’importanza di mantenere l’indipendenza della magistratura da influenze politiche ed economiche.

Geopolitica: spiragli per la diplomazia con l’Iran

Nonostante le forti tensioni, i colloqui tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran sono destinati a riprendere giovedì a Ginevra, con la mediazione dell’Oman. La notizia arriva dopo che il presidente Trump si era detto sorpreso della mancata “capitolazione” dell’Iran. Questo sviluppo inatteso suggerisce che, malgrado la retorica aggressiva, i canali diplomatici non sono del tutto chiusi. Dal mio punto di vista, ogni sforzo per evitare un’escalation militare in una regione così volatile è fondamentale per la stabilità globale e, di conseguenza, per la sicurezza e gli interessi economici europei.

Continuate a seguirci per i prossimi aggiornamenti e analisi qui su The Gist.


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