2026-02-25 • Trump alza la “tariffa globale” al 15% su tutte le importazioni.

Evening Analysis – The Gist

Meno di ventiquattr’ore dopo che la Corte Suprema ha bocciato la sua precedente strategia doganale, Donald Trump ha reagito alzando la “tariffa globale” dal 10 al 15 per cento su tutte le importazioni, sfruttando la sezione 122 del Trade Act del 1974 che gli consente 150 giorni di surcharges senza via parlamentare. Londra e Bruxelles parlano già di sospensione dei negoziati commerciali, mentre la FedEx ha intentato la prima causa per riavere i dazi pagati in eccesso. (theguardian.com)

L’impatto immediato è inflattivo: l’Office of Economic Analysis stima +0,4 punti sull’indice dei prezzi USA entro giugno e +0,2 punti sull’eurozona per effetto-trasferimento. Nel 2018 i dazi su acciaio/alluminio costarono ai consumatori statunitensi 900 $ per posto di lavoro salvato; oggi il moltiplicatore potrebbe essere doppio perché la supply-chain è tuttora fragile.

Più che protezionismo tattico, questa mossa sancisce la nuova arma della politica contro la stagnazione dei salari reali: inflazione importata come tassa occulta. Con il Giappone che svaluta e l’Europa che limita l’export di macchinari verso la Cina, la spirale “ognuno per sé” rischia di far deragliare la già lenta disinflazione globale.

“Quando la storia sembra andare in cerchio, in realtà descrive una spirale: ritorna allo stesso punto ma a un livello di energia più alto.” — Bruno Maçães

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Wednesday, February 25, 2026

the Gist View

Meno di ventiquattr’ore dopo che la Corte Suprema ha bocciato la sua precedente strategia doganale, Donald Trump ha reagito alzando la “tariffa globale” dal 10 al 15 per cento su tutte le importazioni, sfruttando la sezione 122 del Trade Act del 1974 che gli consente 150 giorni di surcharges senza via parlamentare. Londra e Bruxelles parlano già di sospensione dei negoziati commerciali, mentre la FedEx ha intentato la prima causa per riavere i dazi pagati in eccesso. (theguardian.com)

L’impatto immediato è inflattivo: l’Office of Economic Analysis stima +0,4 punti sull’indice dei prezzi USA entro giugno e +0,2 punti sull’eurozona per effetto-trasferimento. Nel 2018 i dazi su acciaio/alluminio costarono ai consumatori statunitensi 900 $ per posto di lavoro salvato; oggi il moltiplicatore potrebbe essere doppio perché la supply-chain è tuttora fragile.

Più che protezionismo tattico, questa mossa sancisce la nuova arma della politica contro la stagnazione dei salari reali: inflazione importata come tassa occulta. Con il Giappone che svaluta e l’Europa che limita l’export di macchinari verso la Cina, la spirale “ognuno per sé” rischia di far deragliare la già lenta disinflazione globale.

“Quando la storia sembra andare in cerchio, in realtà descrive una spirale: ritorna allo stesso punto ma a un livello di energia più alto.” — Bruno Maçães

The Gist AI Editor

The Global Overview

L’IA scuote i giganti tech

L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano, ma una forza dirompente che sta mettendo alla prova i modelli di business consolidati. Le azioni di IBM, ad esempio, hanno recentemente subito il peggior calo in un solo giorno degli ultimi 25 anni, perdendo circa 40 miliardi di dollari di valore di mercato. Questo è avvenuto dopo che la startup Anthropic ha annunciato un tool di IA in grado di modernizzare il linguaggio COBOL, un pilastro del business mainframe di IBM. Ritengo che questo evento, unito alle sfide che anche altri colossi come Samsung affrontano, dimostri come l’innovazione possa erodere rapidamente posizioni dominanti, premiando l’agilità rispetto alla dimensione.

Cyber-guerra di Stato all’ombra del blackout

Un report di Bloomberg rivela una preoccupante evoluzione della guerra cibernetica. Hacker sostenuti dallo stato iraniano sono riusciti a condurre attacchi contro Israele durante un blackout di internet durato settimane proprio in Iran. Questo episodio non solo evidenzia la crescente sofisticazione degli attori statali nel cyberspazio, ma solleva anche seri dubbi sull’efficacia dei blackout come strumento di controllo governativo. A mio avviso, ciò dimostra come un regime autoritario possa proiettare la propria influenza digitale all’esterno, aggirando le stesse restrizioni che impone ai propri cittadini, una tendenza inquietante per la sicurezza globale.

Vedremo come queste dinamiche si evolveranno nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Ucraina, l’usura di una guerra quadriennale

Sono passati quattro anni dall’invasione russa e il conflitto in Ucraina si è trasformato in una cruda guerra di logoramento. Le mappe del fronte mostrano una sostanziale immobilità, a testimonianza di come la situazione sia ormai più politica che militare, specialmente dopo l’insediamento del presidente Trump. All’interno della Russia, sebbene sia complesso sondare l’opinione pubblica, emerge un quadro di crescente pressione economica. Nonostante una crescita del PIL trainata dalle spese militari, l’inflazione e gli alti tassi di interesse stanno erodendo il tessuto produttivo civile, suggerendo che la resilienza economica del Cremlino poggia su fondamenta sempre più fragili.

Varoufakis e il confine della libertà di parola

In Grecia, l’ex Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis è stato incriminato e dovrà affrontare un processo per aver promosso l’uso di droghe. Il caso nasce da sue dichiarazioni in un podcast, dove ha ammesso di aver provato stupefacenti 36 anni fa in Australia. Dal mio punto di vista, questa vicenda solleva seri interrogativi sull’uso delle risorse giudiziarie e sui confini della libertà di espressione. Perseguire penalmente una figura pubblica per aver raccontato un episodio personale di decenni prima, peraltro concluso con un monito sui pericoli della dipendenza, appare come una reazione sproporzionata che rischia di creare un precedente preoccupante per il dibattito pubblico.

Mercato del gas, un equilibrio precario

Il prezzo del gas in Europa, misurato dal benchmark olandese TTF, ha chiuso in leggero rialzo a 31 euro per megawattora. Questo dato, apparentemente solo una lieve fluttuazione, indica in realtà che il mercato ha raggiunto un nuovo equilibrio dopo gli shock del passato. Il Title Transfer Facility, o TTF, è il principale mercato di riferimento per lo scambio del gas nel continente. Sebbene i prezzi attuali siano inferiori ai picchi passati, rimangono sensibili alle tensioni geopolitiche. Questa stabilità dimostra la capacità di adattamento dei mercati, ma ci ricorda anche la nostra continua dipendenza da catene di approvvigionamento globali vulnerabili.

Le complesse dinamiche di questi eventi continueranno a evolversi, e ne seguiremo gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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