2026-02-27 • Washington e Teheran riprendono i colloqui sul nucleare a Vienna. Gli USA sch

Morning Intelligence – The Gist

Washington e Teheran hanno chiuso a Ginevra un altro round di colloqui sul nucleare senza accordo ma con la promessa di riprendere “nei prossimi giorni” a Vienna. Il ministro omanita Badr al-Busaidi parla di “proposte creative”, mentre l’Iran rivendica “progressi significativi” e continua a legare ogni intesa alla rimozione delle sanzioni statunitensi. (apnews.com)

Sul piano militare, gli Stati Uniti hanno concentrato nel Golfo le portaerei USS Gerald Ford e USS Abraham Lincoln: è il più grande schieramento navale da vent’anni e innalza il premio di rischio percepito sui mercati energetici. Non a caso ieri i futures sul Brent hanno oscillato di quasi 3 $ al barile in una sola sessione, prima di chiudere in calo a 70,86 $ con volumi doppi rispetto alla media mensile. (amp.dw.com)

La convergenza fra diplomazia “a due vie” (Witkoff-Kushner nelle stanze di Ginevra, carrier strike groups davanti a Bandar Abbas) ripete un copione rodato: offrire un tavolo, ma con la pistola bene in vista. Eppure la storia suggerisce che pressioni massime producono concessioni minime: l’embargo petrolifero del 2012 spinse l’Iran verso il nucleare clandestino, non lontano da arrendersi. Oggi, con un’economia già contratta del -8 % nel 2025 e proteste latenti, Teheran sa di giocarsi la sopravvivenza del regime ma anche di poter incendiare lo Stretto di Hormuz, dove transita il 20 % del greggio mondiale.

Finché Washington non offrirà una traiettoria credibile di “sanctions relief” e Teheran una verifica intrusiva dell’arricchimento, i negoziati resteranno un waltzer sul precipizio – abbastanza vicini per sentire la musica, troppo lontani per toccarsi.

“Il dialogo è efficace solo quando ognuno riconosce all’altro il potere di dire no.” – Anne-Marie Slaughter

Morning Intelligence • Friday, February 27, 2026

the Gist View

Washington e Teheran hanno chiuso a Ginevra un altro round di colloqui sul nucleare senza accordo ma con la promessa di riprendere “nei prossimi giorni” a Vienna. Il ministro omanita Badr al-Busaidi parla di “proposte creative”, mentre l’Iran rivendica “progressi significativi” e continua a legare ogni intesa alla rimozione delle sanzioni statunitensi. (apnews.com)

Sul piano militare, gli Stati Uniti hanno concentrato nel Golfo le portaerei USS Gerald Ford e USS Abraham Lincoln: è il più grande schieramento navale da vent’anni e innalza il premio di rischio percepito sui mercati energetici. Non a caso ieri i futures sul Brent hanno oscillato di quasi 3 $ al barile in una sola sessione, prima di chiudere in calo a 70,86 $ con volumi doppi rispetto alla media mensile. (amp.dw.com)

La convergenza fra diplomazia “a due vie” (Witkoff-Kushner nelle stanze di Ginevra, carrier strike groups davanti a Bandar Abbas) ripete un copione rodato: offrire un tavolo, ma con la pistola bene in vista. Eppure la storia suggerisce che pressioni massime producono concessioni minime: l’embargo petrolifero del 2012 spinse l’Iran verso il nucleare clandestino, non lontano da arrendersi. Oggi, con un’economia già contratta del -8 % nel 2025 e proteste latenti, Teheran sa di giocarsi la sopravvivenza del regime ma anche di poter incendiare lo Stretto di Hormuz, dove transita il 20 % del greggio mondiale.

Finché Washington non offrirà una traiettoria credibile di “sanctions relief” e Teheran una verifica intrusiva dell’arricchimento, i negoziati resteranno un waltzer sul precipizio – abbastanza vicini per sentire la musica, troppo lontani per toccarsi.

“Il dialogo è efficace solo quando ognuno riconosce all’altro il potere di dire no.” – Anne-Marie Slaughter

The Global Overview

Le Manovre di Pechino sulla Moneta
La Banca Popolare Cinese (PBOC) indebolisce lo yuan riducendo i costi per le vendite allo scoperto, una mossa che per me conferma la natura pilotata della sua economia. Interventi di questo tipo distorcono i segnali di mercato per gli investitori globali, alimentando lo scetticismo verso i sistemi a forte controllo statale.

Consolidamento nei Media Globali
Paramount si aggiudica Warner Discovery, dopo che Netflix si è ritirata dall’asta giudicando l’offerta rivale superiore. Questo consolidamento crea un nuovo colosso dello streaming che potrebbe intensificare la concorrenza basata sull’innovazione. Osservo con cautela, tuttavia, come questa concentrazione di potere influenzerà la scelta e i prezzi per i consumatori a livello globale.

Il Prezzo della Guerra di Putin
L’economia di guerra russa mostra segni di affaticamento. A causa delle sanzioni e del calo delle entrate, persino le aziende un tempo favorite dalla spesa militare ora cercano il sostegno statale. A mio avviso, è la dimostrazione che un’economia pianificata e isolata per fini bellici è intrinsecamente insostenibile e destinata a erodere la propria capacità futura.

Corruzione e Mercati Controllati
Un caso di corruzione da quasi 17 miliardi di dollari in Indonesia, legato alla compagnia energetica statale Pertamina, non sorprende. Per me, questo evidenzia un rischio intrinseco: quando lo Stato controlla l’impresa, si creano le condizioni ideali per la corruzione, minando la concorrenza e la fiducia nel mercato.

Nuovi equilibri di potere si delineano sui mercati globali; vi terrò aggiornati sulla loro evoluzione nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Pressione Economica: Un’Arma Efficace?

A quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, la vera battaglia si combatte anche sul fronte economico. In una dichiarazione congiunta, il Cancelliere dello Scacchiere britannico, Rachel Reeves, e il Ministro delle finanze svedese, Elisabeth Svantesson, lanciano un messaggio chiaro: “Non credete alle bugie di Putin. La pressione economica sta funzionando”. A mio avviso, questo dimostra come l’arsenale delle democrazie liberali non sia fatto solo di armi, ma anche di una strategia economica coordinata. Il proposto prestito dell’UE da 90 miliardi di euro all’Ucraina non è solo un aiuto, ma un investimento diretto nella stabilità del continente, che rafforza il fronte contro l’aggressione autoritaria.

La Realtà Dietro le Sanzioni

La propaganda del Cremlino mira a minare il sostegno internazionale alle sanzioni, proiettando un’immagine di forza e invulnerabilità. Tuttavia, come sottolineano Reeves e Svantesson, la realtà è diversa. Questo scontro di narrazioni ha un impatto diretto sui nostri mercati. La fiducia degli investitori, i prezzi dell’energia e la sicurezza delle catene di approvvigionamento europee sono tutti legati all’esito percepito di questa guerra economica. Trovo fondamentale che i leader europei contrastino attivamente questa disinformazione. La stabilità economica, dopotutto, dipende tanto da dati concreti quanto dalla chiarezza e dalla determinazione nel difendere i nostri principi di mercato aperto e cooperazione internazionale.

Continuate a seguirci per analizzare insieme i prossimi sviluppi su The Gist.


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