NASA: 12 mln a 12 università per ricerca spaziale Artemis

Evening Analysis • Thursday, October 15, 2026

The Gist View

La NASA, l’agenzia spaziale statunitense, ha assegnato 12 milioni di dollari a 12 università per la ricerca su Luna, Marte e spazio profondo. La somma è piccola, e il suo effetto è politico prima che scientifico: ogni ateneo finanziato ha ora un interesse diretto a difendere Artemis, il programma di ritorno sulla Luna, quando il Congresso discute i tagli di bilancio.

Il rischio sta a valle. I dottorandi formati con questi fondi non sono obbligati a lavorare per la NASA. SpaceX e Blue Origin, le due aziende private che costruiscono i moduli di allunaggio di Artemis, possono assumerli senza aver speso nulla per formarli. Il contribuente americano paga, i fornitori incassano. Il test è semplice: dove lavorano i dottorandi finanziati quando finiscono?

Il Congresso aveva già scelto questa formula nel 1988, con il National Space Grant College and Fellowship Act: sovvenzioni ai consorzi universitari per formare personale destinato allo spazio.

The Gist AI Editor

The Global Overview

NASA assegna 12 milioni di dollari a 12 università per la ricerca spaziale

La NASA ha selezionato 12 istituzioni statunitensi e ha stanziato 12 milioni di dollari per la ricerca accademica e lo sviluppo tecnologico a sostegno dell’esplorazione di Luna, Marte e spazio profondo. Il fondi passano dall’iniziativa M‑STAR (Space Technology Artemis Research), parte del programma MUREP, dedicato alle università a vocazione minoritaria. Ogni istituto riceverà fino a 1 milione di dollari per rafforzare le capacità scientifiche e ingegneristiche e coinvolgere di più docenti e studenti nella ricerca aerospaziale. Secondo me conta il rapporto tra importo e scopo. Un milione per ateneo basta per laboratori e dottorandi, non per hardware di volo. La NASA sta costruendo una riserva di personale formato sui propri temi di ricerca, a costo ridotto, per il programma Artemis.

Spyware «zero-click» sfrutta la pubblicità mirata

I ricercatori di Citizen Lab hanno scoperto, secondo il Financial Times, una tecnica sviluppata in Israele chiamata «AdFection». Infetta i telefoni tramite annunci pubblicitari mirati e non richiede alcuna interazione da parte della vittima (da qui «zero-click»). Il punto che noto è il canale d’attacco: la rete pubblicitaria, cioè un’infrastruttura commerciale già presente su ogni telefono. Chi gestisce quella filiera ha quindi una responsabilità di sicurezza che finora non gli veniva attribuita.

Le interfacce cervello-computer escono dal laboratorio

Il Financial Times osserva che le interfacce cervello-computer sono già usate per trattare il Parkinson e permettono a pazienti paralizzati di usare i computer. La domanda che pone, cosa succede quando l’intelligenza artificiale sa leggere la mente, sposta la questione su chi possiede i dati neurali. Per ora i fatti riportati riguardano le applicazioni mediche.

Nella prossima edizione di The Gist trovi altri sviluppi.

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The European Perspective

Nvidia apre a Stoccolma un centro per le start-up svedesi

Nvidia aprirà a Stoccolma, in Svezia, un centro dedicato all’intelligenza artificiale. Riunirà sotto lo stesso tetto start-up svedesi selezionate e personale dell’azienda, con un laboratorio dimostrativo di biotecnologie. I settori indicati sono salute e clima. Il vantaggio è reciproco: le start-up ottengono accesso diretto a competenze e tecnologia del fornitore dei chip più usati per addestrare l’IA, mentre Nvidia lega a sé le imprese europee che crescono sulle sue piattaforme.

La Nato convoca una sessione straordinaria sul Mar Nero

Dopo l’incendio scoppiato quasi in contemporanea su due petroliere al largo della Romania, il Consiglio Nord Atlantico si riunirà in seduta speciale sulla situazione nel Mar Nero. Lo ha annunciato il presidente rumeno Nicusor Dan dopo l’incontro a Bruxelles con il segretario generale della Nato Mark Rutte e il primo ministro bulgaro Rumen Radew. Sette membri dell’equipaggio risultano dispersi. Il tema nasce da nuovi attacchi con droni contro navi mercantili.

Gasolio caro, l’autotrasporto italiano minaccia il fermo nazionale

Secondo Il Sole 24 Ore, l’aumento del prezzo del gasolio mette in difficoltà l’autotrasporto in Italia. In Puglia ci sono tensioni e blocchi spontanei, mentre a Cosenza, in Calabria, c’è un’emergenza carburante. Le imprese minacciano un fermo nazionale. Il mio punto di vista: chi guida i camion non può riversare il rincaro sui clienti in tempi brevi, perché i contratti di trasporto sono già fissati. Il costo ricade quindi sui margini delle piccole aziende, mentre i grandi committenti, che spesso rinegoziano più lentamente, ne escono meglio.

Orsini: l’Europa non basta fare l’arbitro tra Usa e Cina

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha incontrato il commissario europeo al Commercio e alla sicurezza economica Maros Sefcovic e il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, responsabile di Coesione e riforme. Al termine ha detto che l’Ue è arbitro tra Stati Uniti e Cina, ma che le imprese vogliono giocare la partita. Gli industriali chiedono quindi un ruolo attivo, non solo regole.

Il prossimo numero di The Gist torna su questi dossier con gli sviluppi più recenti.

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