Vertice Ue a Bruxelles: scontro su migrazione, Ucraina e bilancio, decisioni rinviate
Secondo Politico Europe, i leader dell’Ue hanno discusso per due giorni, in un clima teso, di regole sul clima, migrazione e fabbisogno finanziario dell’Ucraina. Le decisioni più importanti, cioè il bilancio di lungo periodo dell’Unione e il sostegno a Kiev, sono state rimandate ai vertici di novembre e dicembre. Chi aveva interesse a rinviare ha ottenuto tempo: nessun Paese deve ancora dire quanto è disposto a pagare.
Spagna e migrazione: Sánchez respinge le critiche
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha difeso i risultati del suo Paese nel contrasto all’immigrazione irregolare, mentre il piano di regolarizzazione di massa riceve critiche. Secondo Euronews, ha sostenuto che le parole dei critici non corrispondono ai fatti. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto di applicare per intero il patto Ue su migrazione e asilo.
Trump sospende le sanzioni alla Russia
Secondo ZDF, il presidente americano Donald Trump ha sospeso con un decreto i dazi previsti dal pacchetto di sanzioni contro Mosca, firmato circa un mese prima, poco prima della loro entrata in vigore. Trump motiva la scelta con l’interesse nazionale degli Stati Uniti “al momento attuale”. Per l’Europa la conseguenza è concreta: la pressione economica su Mosca cala proprio mentre Bruxelles rimanda le scelte su come finanziare l’Ucraina. Un angolo meno ovvio: il rinvio europeo e la sospensione americana lasciano la Russia con meno costi immediati da sostenere.
Debito pubblico: i tagli costano meno, ma non con debito alto
Uno studio pubblicato dal CEPR, centro di ricerca economica europeo, mostra che i risparmi di bilancio nei Paesi OCSE hanno costi modesti e brevi sulla produzione. Con debito alto, però, frenano molto di più: in oltre metà dei casi il rapporto tra debito e Pil era ancora più alto tre anni dopo.
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