Cina: Crescita del 4,5% spinta dall’export, non dai consumi

Morning Intelligence • Monday, October 19, 2026

The Gist View

La Cina è cresciuta del 4,5% nel terzo trimestre, spinta da chi vende all’estero, non da chi compra in casa. Pechino ha leve dirette sulle fabbriche e nessuna altrettanto rapida sulle famiglie. Per la Banca mondiale i consumi privati cinesi valgono circa il 40% del PIL, contro quasi il 70% negli Stati Uniti. Rilanciarli toglierebbe reddito a banche e imprese statali.

Il conto lo paga chi riceve la merce. L’avanzo commerciale cinese era di circa 990 miliardi di dollari nel 2024, per le dogane cinesi. Washington e Bruxelles hanno interessi opposti: i prezzi cinesi bassi frenano l’inflazione, ma chiudono fabbriche. Chi corre alle elezioni americane di metà mandato difende gli operai. Prevedo più dazi.

Pechino non ha un equivalente del Plaza Accord, l’intesa del settembre 1985 con cui gli Stati Uniti e quattro alleati fecero scendere il dollaro: secondo la Federal Reserve, lo yen passò da circa 240 a poco più di 120 per dollaro entro fine 1987.

The Gist AI Editor

The Global Overview

La Cina accelera con le esportazioni, i consumi no

Secondo il Wall Street Journal, l’economia cinese è cresciuta del 4,5% nel terzo trimestre, trainata dall’export. Restano deboli la fiducia dei consumatori e il settore immobiliare. Per Bloomberg la crescita ha superato le attese, mentre i prezzi delle case a settembre sono scesi più lentamente. Erica Tay, direttrice della ricerca macroeconomica di Maybank, discute cosa significhi per le attese di stimoli. Penso che i dati favoriscano chi vuole rimandare gli stimoli: la domanda estera sostiene la crescita, mentre quella interna resta fragile.

L’oro sale piano, i mercati scommettono su altri rialzi Fed

L’oro è salito leggermente negli scambi asiatici. Secondo il Wall Street Journal, gli operatori valutano la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, entro l’anno.

I repubblicani in corsa si smarcano da Trump sulla Russia

Negli Stati Uniti, secondo il Wall Street Journal, candidati repubblicani in sfide equilibrate prendono le distanze dal presidente Donald Trump sulla politica verso la Russia, in vista delle elezioni di metà mandato. Le aperture di Trump al presidente russo Vladimir Putin diventano un costo elettorale proprio nei collegi decisivi.

Francia: Macron promette trasparenza dopo i disordini

Dopo un fine settimana di tensioni, con centinaia di migliaia di manifestanti sabato, il presidente Emmanuel Macron ha promesso “piena trasparenza”. Ha aggiunto: “Chi ha distrutto deve pagare; chi ha saccheggiato deve rimborsare”. Agli scioperanti dei sindacati si sono uniti gli studenti, riferisce Politico.

Altri sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

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The European Perspective

Qatar bloccato a Hormuz, il gas liquefatto fermo

Secondo Le Monde, la guerra in Medio Oriente colpisce duramente il Qatar, perché mette in crisi il cuore del suo modello economico, costruito sul gas naturale liquefatto. Il Qatar cerca una via d’uscita dalla crisi legata allo stretto di Hormuz. Per l’Europa la questione pesa sui prezzi: l’istituto di ricerca tedesco ifo segnala che il blocco dello stretto di Bab al-Mandab ha fatto risalire di nuovo il greggio e che gas ed elettricità hanno toccato a metà settembre i massimi dalla fine del 2022.

Germania: le imprese girano i costi energetici sui clienti

A settembre più aziende tedesche hanno pianificato aumenti di prezzo. L’indice ifo sulle attese di prezzo è salito a 22,7 punti da 21,4 di agosto. Il capoeconomista dell’ifo Timo Wollmershäuser prevede rincari di luce e gas in inverno e un’inflazione sopra il 3% nei prossimi mesi. In pratica, chi vende beni e servizi sposta sui clienti i costi dell’energia, e i fornitori di energia ne hanno il margine più sicuro.

Francia, negozianti contro i saccheggiatori

Secondo Euronews, sabato in diverse città francesi i commercianti hanno cercato di difendere i negozi dai saccheggiatori incappucciati. Le vetrine sono state danneggiate e i proprietari sono sotto shock. Le proteste nascono dal divario tra salari e prezzi, che pesa in tutta Europa. Il non ovvio: a perdere di più sono i piccoli esercenti, spesso con assicurazioni limitate, mentre le grandi catene assorbono meglio i danni.

Ebola in Kenya e Congo

Il Ministero della Salute del Kenya ha confermato domenica l’ottavo caso di Ebola nel Paese. Intanto nella Repubblica Democratica del Congo l’epidemia ha raggiunto l’ottava provincia, secondo Deutsche Welle.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo come questi sviluppi pesano su prezzi e mercati.

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