Investitori data center IA acquistano CDS per ridurre rischi

Morning Intelligence • Tuesday, October 20, 2026

The Gist View

Chi ha prestato ai data center dell’IA, un boom stimato in 10.000 miliardi di dollari, sta comprando assicurazioni: secondo il Financial Times crescono gli scambi di credit default swap (CDS), contratti che pagano se un debitore non rimborsa. Le banche incassano commissioni sui prestiti e vogliono continuare a farne; con il CDS tengono meno rischio.

Il rischio non sparisce: passa a chi vende la protezione, in genere assicuratori e fondi speculativi, che incassano un premio annuo scommettendo sull’assenza di default. Quel premio diventa il prezzo pubblico del dubbio su ciascun debitore. A mio avviso ne segue una selezione: più il premio sale, più costa emettere nuovo debito, e i progetti marginali si fermano prima di quelli dei colossi.

Il precedente è WorldCom, gruppo telefonico americano. Il 21 luglio 2002 chiese protezione ai creditori con oltre 100 miliardi di dollari di attivi: fu il maggior fallimento nella storia degli Stati Uniti, fino a Lehman Brothers nel 2008.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Il debito per l’IA alimenta i derivati di protezione dal default

Il Financial Times riferisce che i timori sul debito legato all’intelligenza artificiale hanno fatto crescere gli scambi di credit default swap, cioè contratti assicurativi che pagano se un debitore non rimborsa. Chi ha prestato denaro per i data center sta cercando di coprirsi. La resistenza locale aggiunge un attrito: secondo il New York Times, il progetto di uno dei maggiori data center d’Europa nel Devon, in Inghilterra, ha incontrato una forte opposizione dei residenti per timori ambientali. A mio avviso il collo di bottiglia non è più solo il capitale: sono i permessi, che allungano i tempi e rendono meno prevedibili i ricavi con cui si ripaga il debito.

Marine Le Pen guadagna terreno mentre i mercati vendono titoli francesi

Secondo il Wall Street Journal, i disordini in tutta la Francia stanno avvantaggiando la leader dell’estrema destra Marine Le Pen, che si presenta come alternativa pronta a governare mentre il governo del presidente Emmanuel Macron fatica a mantenere il controllo. Il costo si vede già sui mercati: l’ANZ, banca australiana, attribuisce i rendimenti obbligazionari ancora elevati a una vendita di titoli di Stato francesi dopo l’ultima ondata di violenze, e questo ha pesato sull’oro. Quando i rendimenti salgono, l’oro, che non paga interessi, diventa meno conveniente da detenere. Penso che il vantaggio politico di Le Pen dipenda dal fatto che il disordine alza il prezzo del debito francese: ogni settimana senza controllo rende più costoso per Parigi finanziare qualsiasi risposta.

Immigrazione: lo studio che conta anche i guadagni commerciali

Uno studio segnalato da Marginal Revolution combina mercato del lavoro e conti pubblici in un unico modello, calibrato su 17 paesi OCSE nel periodo 2015-2019. Sostiene che il saldo fiscale dell’immigrazione vada calcolato includendo i guadagni da scambio. Il punto utile è che i due effetti di solito si misurano separatamente, e il risultato cambia a seconda di chi viene contato.

NAB taglia 2.500 posti in Australia

Secondo il Financial Times, la National Australia Bank riduce la forza lavoro del 6%, circa 2.500 posti, per adattarsi a un «contesto operativo in evoluzione». Il settore bancario australiano vede margini più incerti.

Nella prossima edizione di The Gist troverai gli sviluppi di queste storie.

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The European Perspective

Trump apre a un vertice con Putin e Xi in Cina, senza l’Ucraina

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto disponibile a un vertice a tre con il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping, ipotizzato a novembre in Cina, secondo ZDF ed Euronews. L’Ucraina non sarebbe al tavolo e ha criticato duramente l’esclusione. Per l’Europa il punto è concreto: decisioni sul conflitto e sulle sanzioni verrebbero discusse tra Washington, Mosca e Pechino, mentre gli europei, che finanziano buona parte del sostegno a Kiev, restano fuori.

Il Papa chiama Zelensky su Oleshky

Papa Leone XIV, 71 anni, nato a Chicago, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riferisce il Vaticano. Il Papa chiede una tregua umanitaria a Oleshky, città ucraina assediata dalle forze russe, per far arrivare cibo e aiuti medici e permettere ai civili di lasciare la zona in sicurezza.

L’Artico entra nell’agenda della Commissione europea

La Commissione europea presenta una strategia per l’Artico centrata sulla sicurezza, secondo Politico Europe. Il motivo: la Russia rafforza la presenza militare, la Cina esplora nuove rotte commerciali e le ambizioni di Trump sulla Groenlandia aumentano le tensioni. Bruxelles vuole un ruolo maggiore in un’area dove finora ha pesato poco. Nello stesso podcast, Politico segnala progressi sul bilancio europeo di lungo periodo: il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sembrano trovare un terreno comune. Il mio angolo meno ovvio: Parigi e Berlino, che pagano e decidono di più, tratteranno anche quanto budget destinare a difesa e Artico.

Francia: i commercianti contano i danni

In Francia, dopo una notte di rivolte e saccheggi, i negozianti temono per il futuro delle attività e dei dipendenti, riporta Euronews. Uno di loro si chiede come potrà riprendersi.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo gli sviluppi di questi dossier.

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