Greggio cala: speranze negoziati USA-Iran Hormuz

Morning Intelligence • Tuesday, October 27, 2026

The Gist View

Il greggio è sceso nelle prime contrattazioni asiatiche: gli operatori scommettono che Stati Uniti e Iran trattino invece di colpirsi e che Hormuz resti aperto. Hormuz è lo stretto da cui passano circa 20 milioni di barili al giorno, un quinto del petrolio mondiale, secondo l’EIA, l’agenzia energetica americana. Il mercato paga una promessa, non un accordo.

Washington vuole carburanti meno cari, un costo politico per l’amministrazione Trump. Teheran guadagna di più minacciando Hormuz, la sua leva più economica, che chiudendolo: chiuso, la minaccia sparirebbe. L’Asia (Cina, India, Giappone, Corea del Sud) è la più esposta: nel 2024 le andò l’84% del greggio passato dallo stretto, secondo l’EIA.

A mio avviso il ribasso durerà quanto la credibilità dei negoziatori. Il 16 settembre 2019, dopo l’attacco agli impianti sauditi di Abqaiq, il Brent salì di circa il 15% in una seduta e in due settimane restituì gran parte del rialzo, perché i barili continuarono ad arrivare.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Il petrolio scende mentre si cerca una distensione tra Stati Uniti e Iran

Il greggio è sceso nelle prime contrattazioni asiatiche, secondo il Wall Street Journal. Gli operatori scommettono sugli sforzi diplomatici per ridurre le ostilità tra Washington e Teheran. Il calo indica che il mercato sta prezzando meno rischio di interruzioni delle forniture. Le cifre precise del ribasso non sono state fornite. Il ribasso dipende interamente dall’esito dei negoziati, e finora i colloqui non hanno prodotto risultati verificabili.

Il Dipartimento di Giustizia accusa l’ex direttore dell’FBI Comey

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti accusa l’ex direttore dell’FBI James Comey di aver diretto illegalmente, dieci anni fa, la condivisione di informazioni segrete sulla difesa nazionale. Lo riporta Bloomberg, citando un atto giudiziario reso pubblico lunedì. Il caso riguarda fatti vecchi di un decennio e arriva sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. Secondo me, il tempo trascorso rende il procedimento un banco di prova sulla capacità del Dipartimento di sostenere l’accusa in aula, più che sulla gravità dei fatti.

Prestiti garantiti da azioni: un mercato da 5.000 miliardi di dollari

Uno studio di Deloitte, citato dal Wall Street Journal, stima in 5.000 miliardi di dollari il mercato dei prestiti garantiti da azioni. Riguarda i miliardari e i meno ricchi. La strategia “buy, borrow and die” prevede di non vendere i titoli, per non realizzare plusvalenze tassabili, e di prendere prestiti con le azioni in garanzia. Chi ci guadagna sono le banche, che incassano interessi su clienti con patrimoni solidi. A mio avviso il rischio è concentrato: un forte calo delle borse costringerebbe molti debitori a vendere nello stesso momento.

Gli assicuratori sotto pressione sui modelli di rischio climatico

Cinque professionisti del settore hanno detto al Financial Times che è normale chiedere ai modellisti del rischio di modificare le analisi per abbassare artificialmente i prezzi delle polizze. L’incentivo è commerciale: premi più bassi aiutano a vincere i contratti. Se i modelli sottostimano i danni climatici, il costo reale ricade più tardi sui bilanci degli assicuratori e dei riassicuratori.

Nella prossima edizione di The Gist trovate altri sviluppi.

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The European Perspective

Israele al voto: Eisenkot sfida Netanyahu

In Israele si vota per il nuovo parlamento. Il primo ministro Benjamin Netanyahu difende il proprio potere. Secondo i sondaggi citati dalla ZDF, l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot ha buone possibilità di vincere. Per l’Europa conta l’esito: chi governerà a Gerusalemme deciderà la linea verso Gaza e Libano, e quindi anche i rapporti commerciali e diplomatici con Bruxelles.

Oleschky, tregua locale nel sud dell’Ucraina

Nella città di Oleschky, occupata dalla Russia nella regione ucraina di Cherson, è entrata in vigore una tregua limitata. Il ministero della Difesa russo ha annunciato su Telegram lo stop al fuoco dalle 4 di mattina, ora di Mosca, e lo ha collegato ai preparativi per un’operazione umanitaria. Secondo il corrispondente ZDF Dara Hassanzadeh, fino all’ultimo non era chiaro se e come sarebbe stata applicata. Finora si tratta di una pausa locale, non di un cessate il fuoco generale.

Il blocco di Bab al-Mandab spinge l’inflazione tedesca

Dopo il blocco dello stretto di Bab al-Mandab il petrolio greggio è tornato a salire con decisione. Secondo l’istituto ifo, a metà settembre gas ed elettricità hanno toccato il massimo dalla fine del 2022. Le attese di prezzo delle imprese tedesche, cioè la quota di aziende che prevede di alzare i listini, sono salite a 22,7 punti da 21,4 di agosto. Il capo economista del ifo, Timo Wollmershäuser, prevede che in inverno i fornitori aumenteranno le tariffe di gas e luce e che l’inflazione supererà il 3% nei prossimi mesi. In Francia, scrive Le Monde, i prezzi accelerano e il rendimento reale dei libretti di risparmio, nonostante le offerte promozionali, può risultare inferiore all’inflazione. Per questo i risparmiatori prudenti ci guadagnano meno di quanto sembri.

Von der Leyen riorganizza la Commissione

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen vuole snellire e riorganizzare l’esecutivo Ue. Secondo Politico Europe, consulenti esterni chiedono un centro più forte, meno compartimenti separati tra i dipartimenti e possibili cambiamenti profondi in alcune delle direzioni più influenti di Bruxelles. Il vantaggio andrebbe a chi controlla il centro, cioè la presidenza. Dopo la sconfitta di Aleksandar Vučić in Serbia, a Bruxelles ci si chiede se un nuovo governo possa rilanciare il percorso di adesione del paese.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo gli sviluppi di queste storie.

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