Bulgaria: Iotova sfida Gyurov, impatto sulla politica estera

Morning Intelligence • Sunday, November 01, 2026

The Gist View

Iliana Iotova, presidente uscente della Bulgaria e alleata del premier Rumen Radev, sfida l’ex premier Andrey Gyurov al ballottaggio del 1° novembre. La carica è in gran parte cerimoniale, nota l’AFP. Il peso del voto sta altrove: in ottobre quattro navi sono state colpite al largo della costa bulgara, con 21 dispersi.

Iotova ha un interesse chiaro. Nel Paese più povero dell’UE (6,4 milioni di abitanti) il «presidente della pace» promette di tenere Sofia fuori dalla guerra. Gyurov ha firmato a Kiev, secondo il sito ucraino Liga.net, un accordo di sicurezza nel marzo 2026. Guadagna se gli elettori leggono gli attacchi come prova che la neutralità non protegge.

Se vince Iotova, Radev governa cinque anni con un presidente della sua linea. Se vince Gyurov, Sofia parla con due voci su Kiev. A Varna Iotova ha respinto il gruppo dei Paesi alleati di Kiev: «Non ci serve una coalizione dei volenterosi per l’Ucraina, ma una coalizione per la pace in Ucraina», riporta l’AFP.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Bulgaria vota per il presidente: test per un governo freddo verso Kiev

Domenica la Bulgaria elegge il presidente. Secondo Bloomberg, il voto misura il consenso verso un governo che ha negato aiuti militari all’Ucraina e cerca rapporti amichevoli con Mosca. Il risultato dirà se questa linea regge alle urne. Dirà anche quanto margine abbia Sofia, membro dell’UE e della NATO, per muoversi in modo diverso dai vicini sul sostegno a Kiev.

Turchia: nuovo capo del regolatore dei mercati dopo la crisi dei fondi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha nominato Muhsin Atci, finora a capo del consiglio di ispezione fiscale, alla guida dell’autorità di vigilanza sui mercati. Bloomberg collega la scelta a una crisi dei fondi di investimento che ha scosso i mercati finanziari. A mio avviso la nomina è significativa: al vertice della vigilanza va chi proviene dal controllo fiscale e non dal mondo dei mercati. Questo indica che la risposta alla crisi passa dagli strumenti di accertamento dello Stato.

Australia: le aste immobiliari ai minimi da sei anni

Il tasso di vendita alle aste (la quota di case messe all’asta che trova un compratore) è sceso al livello più basso da sei anni, riporta Bloomberg. Pesano la festività a Melbourne e il timore di tassi più alti. Il dato di una settimana è distorto dal giorno festivo, ma la sensibilità ai tassi resta il fattore da seguire: chi compra con un mutuo ne risente per primo.

Un’IA come arbitro nella ricerca economica

L’economista Matthew E. Kahn ha caricato su Refine, uno strumento di IA, un noto articolo sull’economia del clima pubblicato sul Quarterly Journal of Economics e la propria critica. Ha chiesto un verdetto imparziale e dice che pubblicherà il rapporto. Propone che una nuova rivista raccolga questi esiti in numeri speciali. Vedo qui uno spostamento concreto: la revisione paritaria, oggi controllata dalle riviste, potrebbe passare ai singoli autori. Possono pubblicare da soli la valutazione di un algoritmo.

Ne riparleremo nella prossima edizione di The Gist.

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The European Perspective

Oleshky, tregua locale e Mar Nero: Zelensky apre uno spiraglio

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto a Istanbul, accanto al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che la tregua umanitaria a Oleshky, nella regione di Kherson occupata dalla Russia, mostra che passi di de-escalation sono possibili. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha riferito che gli Stati Uniti stanno esaminando proposte di Turchia e India per far ripartire le spedizioni di grano. Secondo lui cresce l’interesse, ma non uno slancio vero, per accordi parziali che fermino gli attacchi alle navi nel Mar Nero. Zelensky ed Erdoğan hanno discusso di colloqui a tre tra Ucraina, Russia e Stati Uniti all’inizio di novembre. Intanto gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita all’Ucraina di 500 missili antiaerei Patriot per quasi 2,1 miliardi di dollari. Kiev valuta uno scambio con i paesi partner per averne una parte prima.

Energia: le imprese tedesche scaricano i rincari sui prezzi

Secondo l’istituto di ricerca economica tedesco ifo, l’indice che misura quante aziende in Germania pensano di alzare i prezzi è salito da 23,0 a 25,9 punti a ottobre. A settembre era a 22,7. Il capo della congiuntura dell’ifo, Timo Wollmershäuser, spiega che petrolio e gas hanno raggiunto nella seconda metà di ottobre i livelli più alti dal 2022. Prevede che l’inflazione, già attesa sopra il 3%, aumenti sia sui prezzi alla produzione sia su quelli al consumo. In inverno i fornitori dovrebbero alzare anche le tariffe di luce e gas.

Ricerca europea, brevetti americani

Il presidente dell’ifo Clemens Fuest e oltre 50 ricercatori sostengono su «Science» che la ricerca finanziata in Europa finisce spesso nei brevetti di startup statunitensi e ne spiega il successo commerciale. Chiedono di dirigere i fondi dove i risultati possono diventare prodotti vendibili in Europa. A guadagnarci, oggi, sono le aziende americane che sfruttano ricerca pagata dai contribuenti europei.

Berlino, via alle trattative per la coalizione

Sei settimane dopo il voto per il parlamento regionale, la Linke di Berlino ha approvato al congresso la trattativa con SPD e Verdi. I colloqui potrebbero partire lunedì.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo gli sviluppi.

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