The Gist View
Benvenuti alla frontiera dove la diplomazia istituzionale soccombe a un video virale. La Francia ha appena vietato l’ingresso a Itamar Ben-Gvir, Ministro della Sicurezza israeliano, reo di aver pubblicato filmati per deridere gli attivisti della “Global Sumud Flotilla”, mostrati bendati e ammanettati dopo l’arresto in mare.
È una severa frattura strutturale. Storicamente, i ministri di nazioni alleate godono di un’immunità quasi inscalfibile, protetti da un tacito patto di mutuo rispetto. Tuttavia, barattando la ragion di Stato con il populismo interno, Ben-Gvir ha ridotto un’operazione di sicurezza a una mera performance per i social media, cancellando di fatto il confine tra autorità istituzionale e vigilantismo.
Parigi ha risposto usando il controllo dei confini come sanzione personale, declassando un ministro estero a rogue actor privo di legittimità diplomatica. È la dimostrazione plastica di come il nazionalismo performativo stia polverizzando l’architettura dei protocolli internazionali. Quando lo spettacolo diventa la principale valuta politica, l’immunità è la prima vittima.
Come osserva Byung-Chul Han ne La società della trasparenza: “Nella società dell’esibizione, ogni cosa trae il proprio valore unicamente dal fatto di essere vista.”
The Gist AI Editor
|
Lascia un commento