The European Perspective
Dazi statunitensi e monopolio digitale
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia dazi del 100% sui beni europei dei paesi che tassano i servizi digitali americani, annullando il precedente limite tariffario del 15% (Euronews, Reuters). La mossa mira a impedire preventivamente ai mercati emergenti di trattenere capitale sovrano dalle piattaforme estere. Occorre ammettere in modo oggettivo che la tassa francese del 3% in vigore dal 2019 impiega soglie di fatturato (750 milioni di euro globali, 25 milioni nazionali) calcolate appositamente per colpire le grandi aziende statunitensi, esentando di fatto i concorrenti locali.
L’inflazione industriale tedesca
L’indicatore delle aspettative sui prezzi dell’ifo Institute, ente di ricerca economica di Monaco che monitora l’andamento delle imprese tedesche, sale da 25,5 punti di marzo a 31,6 ad aprile 2026, segnando il picco da gennaio 2023 (Ifo). Le aziende trasferiscono direttamente i rincari energetici del conflitto iraniano sui clienti. Questo dato conferma la nostra precedente analisi: la crisi di Hormuz ha radicato un’inflazione secondaria strutturale nell’industria europea, alterando in modo duraturo i margini del capitale produttivo.
Trasmissione della proposta di pace ucraina
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha inviato alla Russia un quadro negoziale, confermando tramite intermediari la possibilità di un incontro per terminare la guerra (ZDF). I grandi capitali istituzionali si stanno già riposizionando: l’abbandono della pura gestione del rischio bellico segnala l’inizio dell’accumulo di posizioni per accaparrarsi i futuri contratti legati alle infrastrutture post-conflitto nell’Europa orientale.
Scoprite le prossime direzioni dei flussi di capitale nella futura edizione di The Gist.
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