The European Perspective
La marcia della Spagna verso la finale dei Mondiali supera le divisioni separatiste
Domenica 19 luglio la nazionale di calcio spagnola affronterà l’Argentina nella finale della Coppa del Mondo FIFA 2026, un evento trasmesso in modo massiccio sulle reti europee come la tedesca ZDF (ZDF; Politico Europe). La squadra spagnola è fortemente popolata da giocatori baschi e catalani, provenienti da regioni storicamente definite da politiche separatiste e tensioni. Il successo della squadra sul campo dimostra come la meritocrazia ai massimi livelli possa generare organicamente quella coesione nazionale che l’ingegneria politica calata dall’alto da Madrid non è riuscita a ottenere nel corso del tempo.
La forte sovrarappresentazione di giocatori baschi e catalani nella nazionale costringe i separatisti regionali a partecipare a un progetto culturale condiviso e volontario, dissolvendo le linee di faglia politiche attraverso il raggiungimento di un risultato comune. Tuttavia, il nazionalismo sportivo rimane un fenomeno altamente contingente: l’uscita da un torneo dissolve rapidamente queste unità temporanee, esponendo in modo immediato le fratture politiche e strutturali che continuano a dividere il Paese.
Il monopolio delle concessioni balneari sulle coste italiane
Quasi tutti i tratti sabbiosi lungo gli ottomila chilometri di costa in Italia sono gestiti a scopo di lucro attraverso i ‘bagni’, ovvero le tradizionali concessioni balneari private del Paese in cui gli operatori commerciali impongono tariffe per l’accesso a lettini e servizi (The Guardian). Gli attivisti per le spiagge libere stanno intensificando le campagne per riappropriarsi dell’accesso pubblico alle coste, cercando di sottrarre il controllo a operatori locali radicati, recinzioni militari e interessi legati alla criminalità organizzata. Il settore si basa su un sistema in cui gli operatori estraggono profitti continuativi da una risorsa pubblica, mantenendo posizioni di mercato che ora affrontano una pressione crescente per la redistribuzione degli spazi ai cittadini.
Le forze di sicurezza italiane protestano a Roma per salari e pensioni
Migliaia di membri del personale militare e delle forze di polizia italiane hanno sfilato in corteo a Roma sabato 18 luglio (Euronews). Le forze di sicurezza chiedono al governo di intervenire per risolvere il problema degli stipendi stagnanti e dei deficit pensionistici, inaspriti dall’attuale crisi economica. La mobilitazione evidenzia una tensione concreta sulla gestione delle risorse pubbliche, con i dipendenti del comparto sicurezza che premono sulle istituzioni affinché il capitale statale venga reindirizzato per compensare la perdita del potere d’acquisto del personale.
Continuate a seguirci nella prossima edizione di The Gist per un’analisi aggiornata sui movimenti del capitale e del potere globale.
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