Alphabet brucia 5,9 miliardi di $: fine di un’era

L’intelligence essenziale di oggi su mercati, energia, AI e geopolitica.

Punti chiave:
• Intelligenza Artificiale: Rivoluzione Occupazionale e Incertezza dei Mercati
• L’Esplorazione Spaziale: Successi Tecnologici e Riflessioni Umanistiche

Rivolta contro le capex dell’intelligenza artificiale
Il mercato sanziona le capex (spese per asset fisici come i data center) di Big Tech, imponendo disciplina sui margini. Dimissioni del Ministro dei Trasporti tedesco nel caos del rimpasto
Il tanto atteso riassetto del governo tedesco si è trasformato in un blocco amministrativo.

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Trascrizione

JOHN: Ciao a tutti e benvenuti a The Gist. Oggi è domenica 26 luglio 2026.

MARY: Ciao! Mettetevi comodi, o continuate a correre, a seconda di dove vi trovate. Iniziamo subito con la notizia del giorno. Il The Gist di oggi riguarda un gigantesco falò di miliardi di dollari. I protagonisti? I giganti della tecnologia.

JOHN: Esatto. Avete presente la corsa all’Intelligenza Artificiale? Ecco, Wall Street sta iniziando a chiedere il conto. Secondo Statista, nel secondo trimestre di quest’anno, Alphabet, la casa madre di Google, ha bruciato 5,9 miliardi di dollari di cassa. Ha anche alzato a 205 miliardi le stime per la sua “capex”.

MARY: Fermiamoci un secondo. “Capex” sta per spese in conto capitale. In parole povere: i soldi spesi per costruire cose fisiche. In questo caso, enormi capannoni pieni di server, i cosiddetti data center, che servono per far funzionare l’Intelligenza Artificiale.

JOHN: E non sono soli. Come riportato da Bloomberg, insieme a Microsoft, Meta e Amazon, quest’anno questi colossi spenderanno la cifra mostruosa di 725 miliardi di dollari in infrastrutture fisiche. Ma in borsa i titoli tecnologici stanno crollando. Perché? Perché l’era degli assegni in bianco è finita. Gli investitori vogliono vedere i profitti oggi, non tra dieci anni.

MARY: È una classica questione di potere e risorse. I giganti del web stanno azzerando i loro margini di guadagno attuali per un motivo semplice: vogliono monopolizzare il futuro. Vogliono essere i padroni dell’infrastruttura di domani. Ma c’è un’ironia fantastica in tutto questo, ed è chi ci sta guadagnando davvero oggi.

JOHN: Le piccole aziende.

MARY: Esatto. I veri guadagni di produttività stanno andando alle piccole imprese. Usano modelli linguistici di IA economici, o persino gratuiti, per tagliare le spese amministrative. Catturano il valore, ma lasciano alle grandi corporazioni l’enorme peso di pagare la bolletta dell’elettricità e dei server.

JOHN: Il Financial Times fa un’analogia perfetta. Ricorda il 2001? Le società di telecomunicazioni spesero 90 miliardi di dollari per posare la fibra ottica in tutto il mondo. Moltissime fallirono. Costruirono l’autostrada del futuro, ma finirono i soldi prima che le macchine iniziassero a pagarne il pedaggio. Oggi i giganti tech stanno facendo la stessa cosa. Costruiscono l’infrastruttura a loro spese, sperando di non finire l’ossigeno prima di incassare.

MARY: Passiamo allo Scenario Globale. Parlando di ossigeno, spostiamoci nello spazio, dove la fisica obbliga tutti a cooperare. Euronews riporta che l’astronauta americana della NASA Chris Williams e i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikaev sono atterrati sani e salvi in Kazakistan.

JOHN: Hanno viaggiato a bordo di una navicella russa Soyuz MS-28, chiudendo una missione scientifica di otto mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. È sempre affascinante notare come, mentre i governi si fanno la guerra economica e politica sulla Terra, a quattrocento chilometri di altezza le risorse devono essere per forza condivise per sopravvivere.

MARY: Ma torniamo sulla Terra, negli Stati Uniti, dove il controllo delle risorse prende una piega decisamente più politica. Vi ricordate i nostri avvertimenti sui favoritismi politici? Ci siamo. L’OMB, ovvero l’ufficio che gestisce il bilancio federale americano, ha fatto una proposta allarmante.

JOHN: Secondo il Financial Times, vogliono permettere ai funzionari nominati dai politici di bloccare o cancellare i fondi per la ricerca scientifica. Il criterio? Se la ricerca non è allineata con, cito, “le priorità del presidente”.

MARY: Oltre quaranta legislatori stanno chiedendo di ritirare questa direttiva. È un esempio di manuale di come chi ha il potere cerca di controllare le regole del gioco. Se puoi decidere chi riceve i soldi per la ricerca, puoi essenzialmente decidere quale scienza “esiste” e quale no. È un controllo diretto sul flusso delle risorse intellettuali del Paese.

JOHN: Ci spostiamo in Europa. E andiamo in Germania, dove il tanto atteso rimpasto di governo del Cancelliere di centro-destra Friedrich Merz si è trasformato in una commedia degli errori.

MARY: Più che una commedia, un disastro operativo. I media tedeschi come Der Spiegel e Bild raccontano che giovedì scorso Merz ha chiamato il suo Ministro dei Trasporti, Patrick Schnieder. Schnieder era in vacanza in Islanda. Merz lo ha licenziato al telefono. Schnieder ha persino mandato i messaggi di addio al suo staff.

JOHN: Fin qui, politica dura e pura. Un Cancelliere ha il diritto di cambiare la sua squadra per raggiungere i suoi obiettivi. Ma ecco il problema: il sostituto designato, Fritz Güntzler, ha rifiutato l’incarico. Così venerdì Merz ha dovuto sospendere la procedura.

MARY: Per usare un’analogia, il Cancelliere ha licenziato il pilota in pieno volo, senza prima controllare se il co-pilota avesse voglia di sedersi ai comandi. Alla fine, secondo la rete ZDF, è stato lo stesso Schnieder a dover chiedere formalmente di essere cacciato per porre fine a questa situazione ridicola. Questa non è ideologia, è pura incapacità operativa che paralizza lo Stato.

JOHN: Una notizia decisamente più cupa ci arriva da Berlino. Come riporta Politico, la polizia è in piena caccia all’uomo dopo un attacco mortale durante il CSD, il Christopher Street Day, che è il nome con cui in Europa si chiamano le parate del Pride LGBTQ+. L’attacco ha causato un morto e diversi feriti. Le autorità dicono che il sospettato fa parte della scena islamista radicale della capitale. Seguiremo l’evoluzione delle indagini nei prossimi giorni.

MARY: Chiudiamo in Italia, con una notizia che dimostra come le aziende possano usare l’unione per cambiare le dinamiche di potere. Il Sole 24 Ore riporta che la filiera del tessile di Como sta creando un consorzio.

JOHN: L’obiettivo? Comprare energia rinnovabile tutti insieme. Da soli, i piccoli produttori subiscono i prezzi imposti dai giganti dell’energia. Insieme, creano un blocco d’acquisto che dal 2027 abbatterà strutturalmente i loro costi operativi. È un uso intelligente dell’azione collettiva per riprendersi il potere contrattuale.

MARY: E per oggi è tutto. Nelle prossime settimane tenete d’occhio Wall Street: vedremo se la ribellione degli investitori contro le spese folli per l’IA si trasformerà in una vera e propria crisi per la Silicon Valley. E ovviamente, continueremo a monitorare il caos amministrativo a Berlino.

JOHN: Se vi piace il modo in cui smontiamo le notizie e volete un quadro sempre chiaro su chi tira i fili e perché, vi invito caldamente a iscrivervi alla nostra newsletter. Arriva ogni giorno, è completamente gratuita e la leggete in cinque minuti.

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