The European Perspective
I controlli di frontiera EES dell’Unione Europea causano ritardi aeroportuali
Il sistema informatico biometrico automatizzato dell’Unione Europea (EES) per la registrazione dei cittadini extra-UE per soggiorni brevi sostituisce i timbri Schengen di 29 paesi con la raccolta di impronte, foto e dati personali al primo arrivo. I tempi di controllo sono quintuplicati secondo Eurostar, con picchi di attesa di due ore in hub come Francoforte e Amsterdam (Financial Times, BBC, The Guardian). Sebbene il tracciamento biometrico sia necessario per applicare i limiti dei visti e fermare le frodi d’identità che eludevano i vecchi timbri, la misura presenta un angolo non ovvio: promossa come modernizzazione tecnologica per accelerare i flussi, la rilevazione obbligatoria delle impronte degrada in realtà la capacità infrastrutturale, imponendo colli di bottiglia umani ai checkpoint fisici. L’esito è lo scambio tra l’efficienza economica del transito aperto e l’illusione di un controllo totale.
L’impatto delle politiche macroprudenziali sull’innovazione europea
Uno studio su 2.844 aziende in 21 paesi europei dimostra che un inasprimento macroprudenziale si traduce in una diminuzione del numero e della qualità dei brevetti (CEPR). Le misure che limitano direttamente il credito colpiscono in modo sproporzionato le imprese con vincoli finanziari, avvertendo i decisori politici che l’impiego di strumenti di resilienza finanziaria indiscriminati sottrae capitale diretto allo sviluppo tecnologico.
La liquidazione finale di H2O Asset Management
La società di gestione francese H2O Asset Management ha annunciato la liquidazione definitiva degli asset legati a sette fondi bloccati da sei anni (Le Monde). Il processo rimborserà circa 615 milioni di euro a 8.000 investitori, i quali continuano a portare avanti azioni legali contro l’azienda per le precedenti allocazioni in strumenti illiquidi.
La disputa sugli appalti militari in Germania
Moritz Schularick, presidente del Kiel Institute for the World Economy (IfW, un importante istituto tedesco di ricerca economica), ha intimato al Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius di non sprecare miliardi in armi storiche definite rottami (ZDF). Gli esperti militari della Bundeswehr hanno controbattuto che le forze armate richiedono un mix integrato tra vecchi sistemi collaudati e tecnologia moderna per garantire una reale prontezza operativa.
Vi invitiamo a esplorare i futuri sviluppi sistemici e i movimenti di capitale nella prossima edizione di The Gist.
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