L’IA riduce l’età biologica fino a 3,5 anni

L’intelligence essenziale di oggi su mercati, energia, AI e geopolitica.

Punti chiave:
• Volatilità dei mercati finanziari e timori inflazionistici
• Innovazione tecnologica: trasporti, biotech e competizione globale
• Tensioni geopolitiche e sfide migratorie in Europa

Il farmaco di Insilico Medicine
Il rentosertib sviluppato da Insilico Medicine, azienda biotecnologica basata a Hong Kong, ha ridotto l’età biologica di 42 pazienti di 2. Kaja Kallas cancella la task force sulla difesa dell’Unione Europea
Il 6 settembre 2026, il capo della diplomazia dell’Unione Europea Kaja Kallas ha annullato il lancio di un gruppo consultivo sulla difesa a causa dell’opposizione di Stati membri come Germania e Italia.

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Trascrizione

JOHN: Buongiorno e benvenuti a The Gist. Oggi è martedì 8 settembre 2026.

MARY: Ciao a tutti. Mettetevi comodi o allacciate le scarpe da corsa: oggi parliamo di come i software stiano letteralmente craccando il codice dell’invecchiamento, e di come l’Europa, al contrario, scelga di invecchiare annegando nella propria burocrazia.

JOHN: Partiamo subito con “The Gist di oggi”, la notizia centrale della giornata. Ieri, 7 settembre, la rivista scientifica *Nature Biotechnology* ha pubblicato un dato che sembra fantascienza. Un’azienda biotecnologica di Hong Kong, la Insilico Medicine, ha testato un farmaco chiamato rentosertib. In sole quattro settimane, ha ridotto l’età biologica di 42 pazienti di circa tre anni e mezzo.

MARY: E la cosa incredibile è che non era nemmeno un test per la longevità su persone sane, ma un’osservazione secondaria su malati polmonari. Ma, come sempre a The Gist, seguiamo i soldi e gli incentivi. La vera rivoluzione qui non è solo medica, è economica. Sia il bersaglio nel corpo umano, una proteina chiamata TNIK, sia la molecola del farmaco, sono stati calcolati dall’Intelligenza Artificiale generativa.

JOHN: Per capire l’impatto, diamo un po’ di contesto. Secondo il Tufts Center for the Study of Drug Development, un istituto di ricerca americano molto autorevole, oggi portare un farmaco all’approvazione costa 2,6 miliardi di dollari. Perché? Perché nove farmaci su dieci falliscono i test sugli umani. Il settore farmaceutico, di fatto, brucia montagne di capitali per finanziare i propri fallimenti.

MARY: Esatto. L’analogia è semplice: è come se, per testare un nuovo aereo, le aziende dovessero costruirlo e farlo schiantare nove volte. Ora, l’IA permette di usare un “simulatore di volo” potentissimo. Chi adotta questa filiera digitale può simulare l’efficacia al computer, abbattere i costi e spingere i vecchi colossi fuori dal mercato. Chi ne trae vantaggio? Le aziende capaci di adattarsi rapidamente al software. Chi perde? Chi aspetta permessi e sussidi.

JOHN: Spostiamoci sullo scenario globale. Partiamo dall’America e dai dazi previsti per il 2025. Il CEPR, un’importante rete di economisti europei, ha pubblicato un’analisi molto netta: la confusione fa più danni delle tasse.

MARY: In pratica, l’imprevedibilità delle regole raddoppia il danno economico. I mercati odiano l’incertezza. Se non so quali dazi ci saranno domani, non importo oggi. La burocrazia confusa agisce come un dazio invisibile, e blocca le merci tanto quanto una tariffa doganale reale.

JOHN: A proposito di mercati che puniscono i comportamenti aggressivi: come riportato dal *Financial Times*, la Apollo Global Management, una delle più grandi società americane di private equity — ovvero fondi che comprano e gestiscono aziende private — sta pagando il conto della propria spregiudicatezza. Le aziende di loro proprietà pagano prestiti con tassi più alti di circa l’1 percento rispetto ai concorrenti.

MARY: I mercati dei capitali non fanno sconti. Se un fondo ha la reputazione di spremere i creditori e giocare duro, chi presta soldi chiede un premio di rischio più alto. È letteralmente una “tassa sull’aggressività”.

JOHN: Chiudiamo lo sguardo globale in Asia. Secondo il *Wall Street Journal*, il turismo interno e in entrata in Cina vale circa mille miliardi di dollari. I visitatori stranieri sono decine di milioni. Ma c’è un problema.

MARY: Le persone ci vanno, ma non aprono il portafoglio. A causa dell’incertezza economica globale, la spesa pro capite dei turisti resta bassa. È come avere un enorme centro commerciale pieno di gente che si limita a guardare le vetrine: l’iniezione reale di capitali nell’economia interna cinese rimane frenata.

JOHN: Passiamo ora in Europa, dove i tentativi di unione sembrano sempre scontrarsi con gli egoismi nazionali. Ieri, 6 settembre, Kaja Kallas, il nuovo capo della diplomazia dell’Unione Europea, ha dovuto annullare il lancio di una task force europea sulla difesa. Il motivo? L’opposizione dura di stati membri come Germania e Italia.

MARY: Chiariamo la dinamica di potere: chi controlla i soldi dei fucili e dei carri armati? La Commissione Europea vuole centralizzare per essere più efficiente, ma le capitali nazionali non vogliono cedere a Bruxelles il controllo dei ricchi contratti dell’industria militare. Il risultato? L’Europa rimane frammentata. E, ironicamente, questa divisione politica interna è la nostra più grave vulnerabilità di sicurezza.

JOHN: Un copione che si ripete. Domani, 9 settembre, cade il secondo anniversario del famoso rapporto di Mario Draghi sulla competitività europea. I dati della testata *Politico Europe* sono impietosi: delle 383 raccomandazioni fatte, solo 60 sono state attuate. Siamo al 15,7 percento. E se guardiamo ai settori cruciali di digitale e telecomunicazioni, crolliamo a un misero 6,4 percento.

MARY: Il meccanismo di blocco è identico a quello della difesa. L’integrazione europea si paralizza ogni volta che le soluzioni tecniche, per quanto logiche, richiedono ai governi di rinunciare a un pezzo di potere sulle proprie leggi.

JOHN: Nel frattempo, in Ucraina, le tensioni non sono solo al fronte. Ieri, 8 settembre, si è dimesso il Procuratore Generale Ruslan Kravchenko. Al centro dello scandalo c’è un sovrapprezzo di 360.000 euro nei contratti di assicurazione nucleare della Energoatom, l’azienda di stato per l’energia.

MARY: Anche qui, seguiamo il flusso dei soldi. I fondi sottratti sono stati deviati verso conti offshore a Cipro, finendo in reti finanziarie collegate a capitali russi. È la prova che la guerra non ferma la corruzione statale, cambia solo le rotte bancarie per far sparire i soldi dei contribuenti.

JOHN: E per chiudere con l’Ucraina, c’è una mossa diplomatica curiosa. Nigel Farage, leader del partito populista di destra britannico Reform UK, ha in programma un viaggio a Kiev.

MARY: Un classico trucco politico. Farage usa la politica estera per ripulire la sua immagine interna. Dopo aver ottenuto successi elettorali in patria, ha bisogno di smentire le accuse di avere simpatie per Mosca, cercando di comprarsi un po’ di credibilità istituzionale internazionale stringendo mani in Ucraina.

JOHN: Bene, cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane? La tecnologia continuerà a tagliare i costi e i tempi dello sviluppo medico e industriale, mentre la politica tradizionale, specialmente in Europa, continuerà a lottare per non cedere il proprio potere a costo di rallentare la crescita. Preparatevi a mercati sempre più sensibili alle mosse normative e geopolitiche.

MARY: Se questa puntata vi ha aiutato a unire i puntini e volete capire il mondo senza perdervi in chiacchiere, iscrivetevi gratuitamente alla newsletter quotidiana di The Gist. Trovate il link comodamente nelle note di questo episodio. È gratis, arriva ogni mattina ed è pensata proprio per chi non si accontenta delle versioni ufficiali. Grazie per averci ascoltato.

JOHN: A domani.


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