SoftBank: 100 miliardi di dollari per l’IA

L’intelligence essenziale di oggi su mercati, energia, AI e geopolitica.

Punti chiave:
• Instabilità politica e conflitti in Europa
• Boom degli investimenti in Intelligenza Artificiale e sue proiezioni economiche
• Dinamiche dei mercati globali e politiche fiscali

L’AI di SoftBank negli Emirati Arabi Uniti
Masayoshi Son, amministratore delegato di SoftBank, negozia 100 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti per l’intelligenza artificiale (Financial Times). Test europei sull’intelligenza artificiale cinese
L’Agenzia dell’Unione Europea per la cibersicurezza sta testando modelli open-source cinesi per ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.

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Trascrizione

JOHN: Benvenuti a The Gist. Oggi è venerdì 9 ottobre 2026. Io sono John.

MARY: E io sono Mary. Iniziamo subito con l’intuizione del giorno, o come ci piace chiamarla: The Gist. Oggi parliamo di un accordo che sta letteralmente tagliando fuori la Silicon Valley dal futuro dell’intelligenza artificiale.

JOHN: Esatto. Secondo il Financial Times, Masayoshi Son, il capo del colosso giapponese degli investimenti SoftBank, sta trattando un fondo da 100 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo? Sviluppare hardware e intelligenza artificiale.

MARY: Per capire l’entità della cosa: 100 miliardi sono sufficienti per far impallidire i più grandi fondi californiani, come Sequoia o Andreessen Horowitz. Di fatto, i capitali del Medio Oriente stanno diventando il vero “collo di bottiglia” per chiunque voglia costruire infrastrutture digitali globali. Chi ha i soldi detta le regole.

JOHN: Ma chi ci guadagna, e perché? Guardiamo gli incentivi. Son ha bisogno di una montagna di liquidità per opzionare, cioè prenotare in anticipo, la produzione di TSMC. Per chi non lo sapesse, TSMC è la gigantesca fabbrica di Taiwan che produce i microchip più avanzati al mondo. Se non prenoti lì, non fai intelligenza artificiale. Punto.

MARY: Dall’altra parte, il governo di Abu Dhabi stacca l’assegno attraverso MGX, il suo nuovo fondo finanziario. In cambio, ottengono l’installazione dei server fisici direttamente sul proprio territorio. Gli Emirati stanno barattando i profitti del petrolio con un’infrastruttura di calcolo di loro proprietà.

JOHN: È una mossa brillante. Avendo i computer fisicamente in casa, si proteggono in anticipo dalle restrizioni americane. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, infatti, sta limitando l’esportazione di tecnologie sensibili. Ma se l’infrastruttura è tua e sta nel tuo deserto, il problema è aggirato.

MARY: Ed è un investimento enorme. Una recente ricerca di Morgan Stanley ci ricorda che un singolo centro dati da un gigawatt — parliamo di un consumo elettrico pari a quello di una città di medie dimensioni — costa oggi fino a 5 miliardi di dollari. Una spesa iniziale talmente alta che sta letteralmente divorando i margini di profitto delle grandi aziende tecnologiche.

JOHN: In sintesi: i soldi del petrolio comprano i server, e il controllo del futuro digitale si sposta lentamente dalla California al Golfo Persico.

MARY: Passiamo allo Scenario Globale. Rimanendo in tema di “indipendenza” dal controllo americano, guardiamo alla Cina. Il Wall Street Journal, citando le stime del gruppo bancario ANZ, riporta che l’oro continua a salire in Asia.

JOHN: Il motivo è semplice: la Banca Popolare Cinese, ovvero la banca centrale di Pechino, continua a comprare oro. Stanno convertendo liquidità, cioè denaro liquido, in riserve fisiche di metallo prezioso. L’obiettivo? Limitare la loro esposizione al dollaro americano. Meno dollari hai in cassa, meno gli Stati Uniti possono farti male con eventuali sanzioni.

MARY: Ci spostiamo in Spagna, dove il primo ministro Pedro Sánchez deve affrontare elezioni anticipate. Sempre il Wall Street Journal sottolinea come questa instabilità politica a Madrid blocchi l’allocazione dei capitali. In parole povere: se non si sa chi governerà domani, i grandi investitori tengono i soldi fermi e lo Stato non firma contratti a lungo termine.

JOHN: Nel Regno Unito, invece, il Financial Times riporta una mossa interessante della catena farmaceutica Boots. Stanno espandendo i servizi di diagnosi privata direttamente nei loro negozi.

MARY: Immaginate un pass salta-fila in un parco divertimenti. Il sistema sanitario pubblico britannico è congestionato, e le aziende private monetizzano questa inefficienza. Chi ha i soldi paga per avere subito una diagnosi, spostando le risorse sanitarie verso il settore commerciale.

JOHN: Ed eccoci in Europa. Una notizia passata un po’ in sordina, ma cruciale, arriva da Politico. L’Agenzia dell’Unione Europea per la cibersicurezza sta testando modelli di intelligenza artificiale cinesi di tipo “open-source”, ovvero software con un codice sorgente aperto e modificabile da tutti.

MARY: Perché lo fanno? Per ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Se l’Europa certifica come sicuri questi software asiatici, abbassa i costi di ingresso per le aziende cinesi nel nostro mercato. E questo costringe i giganti americani ad abbassare i prezzi per difendere i loro contratti. È una leva negoziale nuda e cruda per spostare i soldi degli appalti pubblici.

JOHN: Parlando di soldi pubblici, Il Sole 24 Ore riporta che Valdis Dombrovskis, il commissario europeo lettone all’economia, ha approvato l’extradeficit dell’Italia. Significa che l’Italia potrà spendere oltre i limiti previsti per coprire i costi di energia e difesa.

MARY: Non è un regalo disinteressato. L’Unione Europea sta usando la flessibilità sui debiti nazionali come strumento per un fine molto pratico: assicurarsi che i governi finanzino il riarmo immediato. A trarne vantaggio sono direttamente gli appaltatori militari e le grandi aziende energetiche, dove fluiranno questi fondi extra.

JOHN: Chiudiamo con il fronte orientale. L’Ucraina sta colpendo duramente infrastrutture strategiche nel cuore della Russia. Non solo raffinerie, ma anche i data center siberiani di Yandex, che possiamo immaginare come la Google russa.

MARY: Distruggere gli impianti fisici ha un effetto domino. Costringe Mosca a togliere soldi dalle operazioni militari per usarli nelle ricostruzioni di emergenza. Se azzeri la produzione o spegni i server, tagli i ricavi del governo e blocchi la logistica. È come rompere il motore di un camion dei rifornimenti: il carro armato al fronte si ferma da solo.

JOHN: Siamo in chiusura. Cosa aspettarci nelle prossime settimane? Sicuramente vedremo i giganti della tecnologia americana affannarsi per non perdere il treno dei capitali mediorientali, mentre in Europa i bilanci nazionali diventeranno sempre più simili a bilanci di difesa. Preparatevi a sentir parlare molto di “sicurezza nazionale” ogni volta che si discuterà di intelligenza artificiale o di energia.

MARY: Se vi piace capire come si muove davvero il potere nel mondo, senza filtri e senza gergo, questo è esattamente ciò che facciamo ogni giorno nella nostra newsletter scritta. È gratuita, veloce e arriva dritta nella vostra casella di posta. Trovate il link per iscrivervi a The Gist nelle note di questo episodio. Fateci un salto, vi aspettiamo.

JOHN: Grazie per essere stati con noi. A domani.


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