Ucraina attacca tre data center Yandex in Russia

Morning Intelligence • Wednesday, October 14, 2026

The Gist View

Tra l’8 e l’11 ottobre l’Ucraina ha colpito con droni tre dei sei data center di Yandex, il Google russo. È la prima ritorsione dichiarata sull’economia civile, dopo che dalla fine di settembre la Russia bombarda i data center ucraini. Il conto lo pagano i clienti: la banca T-Bank, le Ferrovie russe e i supermercati Magnit usavano quei server.

Mosca dice di colpire centri usati dall’intelligence ucraina; un suo attacco a Kyiv ha ucciso quattro persone. Kyiv risponde mentre a Miami si aprono colloqui con Usa ed Europa: una carta negoziale a basso costo. Yandex ha già scaricato il rischio: l’11 ottobre ha classificato i droni come forza maggiore, quindi non risponde dei danni. Chi custodisce dati critici ha ora un motivo per distribuirli su più fornitori, a spese proprie.

La Russia ha oltre 250 data center, ma per Meduza, testata russa indipendente, il ripristino completo di Yandex richiederà probabilmente mesi.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Kyiv colpisce i data center e mette in crisi il progetto russo di centralizzare internet

Secondo il Financial Times, gli attacchi ucraini ai data center hanno messo in luce la fragilità dello sforzo del Cremlino di concentrare i servizi internet in Russia sotto una sola azienda. Questo è l’aspetto strutturale che mi interessa. La centralizzazione rende il traffico più facile da controllare, ma porta anche i punti di guasto in pochi siti. Chi ha scelto quel modello ha ridotto la concorrenza interna e ha concentrato il rischio. Gli articoli forniti non indicano l’entità dei danni né i servizi colpiti, quindi non posso quantificare l’impatto.

Aramco riceve il primo greggio per la raffineria in Cina

Saudi Aramco e i suoi partner locali hanno ricevuto il primo carico di greggio per il nuovo complesso di raffinazione in Cina, secondo Bloomberg. L’impianto, da miliardi di dollari, si avvicina così all’avvio della produzione. Un produttore che investe nella raffinazione presso il cliente si garantisce uno sbocco stabile per il proprio petrolio. Capacità e tempi di avvio non risultano dalla fonte.

Export cinese a +36,3% a settembre, la Singapore sale oltre le attese

Secondo il Wall Street Journal, le esportazioni cinesi sono cresciute del 36,3% su base annua a settembre, oltre le attese del mercato. Il quotidiano segnala il rischio di maggiori tensioni commerciali con i principali partner. Intanto il dollaro di Singapore è rimasto stabile sul dollaro Usa, sostenuto da una stima preliminare del Pil del terzo trimestre superiore alle previsioni. Il Pil è il valore totale di beni e servizi prodotti in un paese. Il dato di Singapore, hub del commercio regionale, è coerente con una domanda asiatica vivace, ma le fonti non stabiliscono un nesso tra le due notizie.

Olympus crolla dopo la lettera di avvertimento della Fda

Le azioni della giapponese Olympus hanno registrato il calo maggiore da aprile 2025, dopo che la Food and Drug Administration (Fda, l’autorità statunitense per farmaci e dispositivi medici) ha inviato una lettera di avvertimento. La lettera segue ispezioni condotte in sei stabilimenti. Per un produttore di dispositivi medici, il mercato statunitense dipende dal giudizio dell’Fda, e per questo la Borsa ha reagito con forza.

Nella prossima edizione di The Gist trovi altri sviluppi.

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The European Perspective

Merz accelera sulla riforma delle pensioni, la SPD resiste

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha usato l’Arbeitgebertag, il raduno annuale dei datori di lavoro, per mettere pubblicamente sotto pressione il nuovo ministro del Lavoro e degli Affari sociali Alexander Schweitzer. Vuole che la riforma passi in fretta in consiglio dei ministri. Secondo Politico Europe, però, nella SPD, partner di governo, c’è forte tensione. Chi guadagna dal ritmo imposto da Merz sono i datori di lavoro, che pagano i contributi. Chi rischia di più è la coalizione, che deve tenere insieme due elettorati con richieste opposte.

Energia più cara, prezzi in aumento in Germania

Secondo l’istituto ifo, a settembre le aspettative di prezzo delle imprese tedesche sono salite a 22,7 punti, da 21,4 di agosto. Più aziende prevedono di aumentare i listini. Il capo del centro studi sulla congiuntura dell’ifo, Timo Wollmershäuser, stima che l’inflazione supererà il 3% nei prossimi mesi. Dopo il blocco dello stretto di Bab al-Mandab il petrolio è risalito, e a metà settembre gas ed elettricità hanno toccato i massimi dalla fine del 2022. Carburante e gasolio da riscaldamento costano già di più, mentre i fornitori di energia dovrebbero alzare le bollette in inverno. Un punto meno ovvio: il rincaro arriva ai consumatori in due tempi, prima alla pompa, poi in bolletta, quindi l’inflazione resterà alta anche se il petrolio si stabilizzasse.

Bruxelles allarga i negoziati con Ucraina e Moldavia

Secondo ZDF, l’Unione europea estende i negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia. L’ingresso dell’Ucraina, però, richiederà ancora anni.

Inghilterra: gli agricoltori pagati per curare la natura

Dopo la Brexit l’Inghilterra ha abbandonato i pagamenti diretti agli agricoltori. Al loro posto ci sono sussidi per le misure ambientali, che secondo Le Monde per molti agricoltori sono diventati una fonte di reddito indispensabile.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo come evolvono questi dossier.

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