Greggio in aumento: timori per forniture mediorientali

Morning Intelligence • Thursday, October 22, 2026

The Gist View

Il greggio risale nelle prime contrattazioni asiatiche perché gli operatori temono uno stop alle forniture mediorientali. Dallo stretto di Hormuz passa circa un quinto del petrolio mondiale, stima dell’Energy Information Administration, l’agenzia energetica americana. Il rincaro arriva prima del danno: il mercato fa pagare il rischio ai consumatori anche se nessun barile scompare.

Chi incassa? I produttori fuori dal Golfo (Stati Uniti, Norvegia, Brasile) vendono più caro senza quel rischio. Chi paga? Gli importatori. L’Italia compra quasi tutto il greggio che consuma: il conto arriva alla pompa e nei trasporti. La Banca centrale europea non può rimediare: alzare i tassi non produce un barile in più.

A marzo 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il Brent, greggio di riferimento europeo, chiuse a quasi 128 dollari, secondo i dati ICE. In nove mesi la Federal Reserve alzò i tassi di 4,25 punti. Non fu solo il petrolio, ma tolse alle banche centrali la possibilità di aspettare.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Il petrolio sale di nuovo sulle tensioni in Medio Oriente

Il greggio è tornato a salire nelle prime contrattazioni asiatiche. Secondo il Wall Street Journal, i timori di una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbero causare interruzioni delle forniture nella regione. Le borse asiatiche sono scese: l’attenzione degli investitori è tornata alla geopolitica dopo che si erano attenuate le preoccupazioni sull’intelligenza artificiale. Anche l’oro è calato. Secondo XS.com, a pesare sono stati i costi energetici in aumento e l’incertezza sulla prossima decisione della Federal Reserve, la banca centrale statunitense. Io leggo i due movimenti insieme: se l’energia costa di più, la Fed ha meno margine per allentare la politica monetaria, e questo penalizza un metallo che non rende interessi.

Ucraina: forniture militari tramite l’agenzia della Nato

Secondo il Financial Times, un accordo permetterebbe a Kiev di acquistare munizioni e armi attraverso un’agenzia della Nato. L’obiettivo è accelerare le consegne e ridurre i costi. Il vantaggio per l’Ucraina è soprattutto di prezzo: acquisti raggruppati sotto un unico organismo, invece di contratti separati con i singoli produttori.

Abbott separa la divisione nutrizione

Il gruppo sanitario statunitense Abbott, secondo il Financial Times, creerà una società quotata autonoma con 8,5 miliardi di dollari di vendite annue. L’unità è al centro delle cause legali sul latte in polvere per neonati. Credo che la separazione isoli il rischio giudiziario dal resto del gruppo.

Tesla: obiettivo di vendite più basso mentre valuta la fusione con SpaceX

Il Financial Times riporta che Elon Musk ha fissato un obiettivo di vendite più basso per Tesla. Il fatturato è stato piatto e gli utili sono in calo, mentre l’azienda si sposta dai veicoli elettrici verso l’intelligenza artificiale. Intanto prosegue l’esame di una fusione con SpaceX.

Ne riparleremo nella prossima edizione di The Gist.

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The European Perspective

Le imprese tedesche scaricano i rincari energetici sui prezzi di vendita

In Germania l’istituto di ricerca ifo ha rilevato che a settembre un numero leggermente maggiore di aziende pianificava aumenti di prezzo. L’indice delle aspettative sui prezzi, che misura quante imprese prevedono di alzare i listini, è salito a 22,7 punti da 21,4 di agosto. Secondo il capo della congiuntura di ifo, Timo Wollmershäuser, carburanti e olio da riscaldamento costano già sensibilmente di più, mentre in inverno i fornitori dovrebbero alzare le tariffe di luce e gas. Il petrolio è risalito dopo il blocco dello stretto di Bab al-Mandab, e a metà settembre gas ed elettricità hanno toccato i massimi dalla fine del 2022. Wollmershäuser prevede un’inflazione sopra il 3% nei prossimi mesi. Io leggo il dato così: chi ha margini ampi trasferisce i costi ai clienti, chi vende a prezzi già tirati li assorbe e taglia altrove.

In Italia il 44% delle cartiere rischia la cassa integrazione

Per i rincari energetici, circa 50 cartiere italiane, il 44% degli impianti del paese, potrebbero dover ricorrere alla cassa integrazione nel secondo semestre. Il calcolo è dell’ufficio studi di Assocarta, l’associazione di categoria, e l’allarme è condiviso da industria e sindacati. È un settore che consuma molta energia: quando gas ed elettricità salgono, i costi di produzione aumentano subito e i lavoratori ne pagano il conto con orari e stipendi ridotti.

Tesla supera le stime, Musk non chiarisce la fusione con SpaceX

Tesla ha battuto le previsioni degli analisti nel terzo trimestre. Alla presentazione dei conti l’amministratore delegato Elon Musk ha detto che «c’è molto merito» in una possibile fusione con SpaceX, di cui è anch’egli amministratore delegato, ma ha rifiutato di dare dettagli e la società ha escluso domande sul tema. Secondo il Guardian, l’operazione richiederebbe il via libera del 50% di tutti gli azionisti Tesla.

Papa Leone XIV non avrà bisogno di altre cure

I medici del Vaticano, Luigi Carbone e Stefano Margaritora, hanno comunicato che l’intervento al polmone del papa, 71 anni, è riuscito e che non servono ulteriori terapie oncologiche. Leone XIV ha rotto la tradizione di riservatezza sulla salute dei pontefici annunciando in anticipo l’operazione.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo i prezzi dell’energia e le ricadute su industria e famiglie.

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