Miliardari californiani spendono 612 milioni contro tassa 5%

Evening Analysis • Wednesday, October 28, 2026

The Gist View

Più di 70 miliardari californiani hanno speso 612 milioni di dollari nelle elezioni statali, quasi metà contro la Proposition 40, una tassa una tantum del 5% sui patrimoni oltre 1 miliardo, in voto il 3 novembre. Molti non la pagherebbero: secondo la Hoover Institution, think tank di Stanford, sei miliardari, tra cui Larry Page, Sergey Brin e Peter Thiel, sono partiti prima della soglia di residenza del 1° gennaio 2026, togliendo 536 miliardi alla base imponibile.

Chi è uscito dallo stato spende per il precedente: se la California riesce, altri stati hanno un modello. I promotori, che vogliono compensare i tagli federali alla sanità, incassano su una base ridotta di quasi il 30%, secondo Fortune.

Nel sondaggio Berkeley-Politico il sì scende dal 50% di febbraio al 45%; il no sale dal 28% al 43%. Il record precedente, 147 milioni nel 2010 secondo Politico, fu soprattutto di Meg Whitman, ex capo di eBay: si autofinanziò e perse la corsa a governatore.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Miliardari californiani spendono 612 milioni di dollari contro la tassa sulla ricchezza

Secondo un’analisi di Politico, 612 milioni di dollari provenienti da più di 70 miliardari californiani, attuali ed ex, stanno entrando nelle elezioni statali di quest’anno. È la cifra più alta che questa categoria abbia mai speso per una causa politica in California. Tra loro c’è il cofondatore di Google Sergey Brin. Politico parla di una compattezza storica per una classe di donatori notoriamente difficile da organizzare. A mio avviso la cifra misura il valore che i donatori attribuiscono alla proposta: pagare una somma così alta per bloccare un’imposta indica che, per loro, il costo atteso della tassa è più alto.

Sim Fed: agenti di intelligenza artificiale simulano il voto della banca centrale Usa

Alla vigilia della decisione della Federal Reserve (la banca centrale americana) sul tasso di riferimento, le ricercatrici Tara Sinclair e Sophia Kazinnik hanno presentato, secondo Bloomberg, Sim Fed. È una simulazione in cui agenti di intelligenza artificiale rappresentano i 12 membri con diritto di voto, tra cui “Sim Powell” e “Sim Cook”. Il modello prevede tassi invariati. Resta da vedere se un simulatore riesca a fare meglio di banche d’investimento ed economisti, che vivono di previsioni sulla Fed. Se funzionasse, quel mercato perderebbe valore.

Causeway vede occasioni nella difesa e nelle banche francesi

Sarah Ketterer, amministratrice delegata e gestore di Causeway Capital Management, ha detto a Bloomberg che vede opportunità nei titoli dell’aerospazio e della difesa. Ha aggiunto che “this is the time to accumulate French banks”. Sono indicazioni di un singolo gestore, ma mostrano dove una parte del capitale istituzionale sta cercando rendimento.

Baker Hughes batte le attese, ma non basta

Baker Hughes, società di servizi e tecnologie per l’energia, ha superato le stime di utile per azione del terzo trimestre. Secondo Bloomberg, il risultato è rimasto sotto le aspettative molto alte degli investitori. L’amministratore delegato Lorenzo Simonelli ha commentato conti e prospettive.

Nella prossima edizione di The Gist troverete i nuovi sviluppi di queste vicende.

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The European Perspective

Berlino accende 30 telecamere con intelligenza artificiale al Kottbusser Tor

A novembre, nel quartiere berlinese del Kottbusser Tor, parte la videosorveglianza con intelligenza artificiale. Trenta telecamere coprono la piazza giorno e notte e devono riconoscere in automatico violenze ed emergenze. Dopo una fase di prova in condizioni reali, il sistema dovrebbe entrare in funzione all’inizio di dicembre. Secondo Politico Europe, la sorveglianza non è anonima come presentata all’inizio. Il sistema è illustrato dalla senatrice berlinese all’Interno Iris Spranger, dalla stazione di polizia della piazza.

Londra promette più difesa entro il 2030, senza dire dove trova i fondi

John Healey, oggi ministro delle Finanze britannico dopo aver lasciato l’incarico di ministro della Difesa, ha annunciato nella legge di bilancio d’autunno che il Regno Unito spenderà il 3% del prodotto interno lordo per la difesa entro il 2030. Serve a indicare la direzione verso l’obiettivo NATO. Secondo Politico Europe, non ha spiegato dove prenderà il denaro. Io noto che una data lontana sposta il costo sui bilanci futuri: nessun ministero perde risorse oggi, e il conto arriva dopo.

Energia più cara: l’inflazione tedesca verso il 3%

L’istituto di ricerca economica ifo segnala che le imprese tedesche trasferiscono sempre più i costi energetici sui prezzi di vendita. L’indice delle attese di prezzo è salito a 22,7 punti a settembre, da 21,4 di agosto. Dopo il blocco dello stretto di Bab al-Mandab, il petrolio è risalito, mentre gas ed elettricità hanno toccato a metà settembre i massimi dalla fine del 2022. Il responsabile congiuntura Timo Wollmershäuser prevede che l’inflazione superi il 3% nei prossimi mesi, con rincari di elettricità e gas in inverno.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo gli sviluppi di queste storie.

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