Veti USA e Russia bloccano missioni ONU in Sahara Occidentale

Morning Intelligence • Saturday, October 31, 2026

The Gist View

Il testo americano sulla missione ONU in Sahara Occidentale ha preso 11 voti su 15 al Consiglio di Sicurezza, ma la Russia lo ha bloccato con il veto, riferisce Xinhua. Washington ha poi bloccato la bozza russa, un rinnovo secco di un anno, ferma a 3 sì e 11 astensioni. Ciascuna potenza preferisce nessuna missione a quella scritta dall’altra.

Chi ci guadagna è il Marocco. Il palazzo reale chiede che i 155 militari ONU lascino il territorio in pochi giorni: senza la missione per il referendum, l’ONU perde lo strumento che teneva aperta quell’ipotesi. Il testo americano, scrive Atalayar, sosteneva l’autonomia sotto sovranità marocchina; Rabat incassa lo stesso.

Perde il Fronte Polisario, il movimento indipendentista sahrawi: non ha più un’istituzione ONU a cui chiedere il referendum. Un rinnovo ora richiede nove voti e nessun veto, e nessun testo li ha avuti insieme. Oxfam, che guida gli aiuti ai rifugiati sahrawi in Algeria, ricorda che l’autodeterminazione è negata da cinque decenni.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Il Palazzo di Vetro non rinnova la missione nel Sahara Occidentale

Per la prima volta in 35 anni le Nazioni Unite non sono riuscite a rinnovare il mandato della loro missione di pace nel Sahara Occidentale, il territorio contestato, secondo Bloomberg. Il blocco rischia di aumentare la tensione tra il Marocco e i ribelli sahrawi, che combattono per uno Stato indipendente. Senza il mandato, nell’area non resta una presenza internazionale che monitori il cessate il fuoco. In questa situazione, chi controlla il terreno decide da solo cosa succede.

Voto anticipato record negli Stati Uniti, investitori prudenti

Secondo l’Election Lab dell’Università della Florida, a metà giornata del 30 ottobre gli americani che avevano già votato alle elezioni di metà mandato erano 47.922.669. Il record precedente, quello del 2022, era di 45,9 milioni. L’affluenza è più forte in Texas, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Kansas e Georgia, e tra le schede anticipate i democratici pesano di più, riferisce lo Straits Times. Gli esperti avvertono che questi numeri non anticipano il risultato, perché i repubblicani votano spesso di più il giorno stesso. Il Financial Times scrive intanto che per le prossime settimane la cautela degli investitori appare giustificata. Il mio giudizio è che i mercati non stiano scontando un esito, ma l’incertezza stessa fino allo spoglio.

Cina, l’attività economica rallenta bruscamente a ottobre

Il Wall Street Journal titola che l’attività economica cinese ha perso slancio in modo netto a ottobre. Il testo disponibile non riporta i dati. Quel titolo rafforza comunque il quadro di una domanda globale più debole.

L’India lancia un satellite di navigazione

L’agenzia spaziale indiana ha lanciato un satellite di navigazione per rafforzare il sistema nazionale di localizzazione, riferisce Bloomberg. Un sistema proprio riduce la dipendenza di Delhi dai segnali di altri paesi.

Nella prossima edizione di The Gist troverete i prossimi sviluppi.

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The European Perspective

Prezzi di energia e Bab al-Mandab: le imprese tedesche alzano i listini

In Germania le imprese stanno già scaricando sui clienti il costo dell’energia. L’istituto di ricerca economica ifo misura ogni mese quante aziende prevedono di aumentare i prezzi. Il suo indice è salito da 23,0 punti a settembre a 25,9 a ottobre 2026. A fine settembre l’indice era a 22,7, dopo che la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab aveva fatto risalire il petrolio. Nella seconda metà di ottobre petrolio e gas hanno toccato i livelli più alti dal 2022. Il capoeconomista dell’ifo Timo Wollmershäuser prevede che l’inflazione salga oltre il 3% e aumenti sia per i prezzi alla produzione sia per quelli al consumo. Le bollette di luce e gas dovrebbero salire in inverno.

Ricerca europea, brevetti americani

Il presidente dell’ifo Clemens Fuest e più di 50 altri studiosi sostengono su «Science» che la ricerca finanziata in Europa finisce spesso nei brevetti di startup statunitensi, che ne ricavano il successo commerciale. Chiedono di indirizzare i fondi dove i risultati possono diventare prodotti vendibili. Il guadagno resta quindi in gran parte oltreoceano.

Washington vende 500 Patriot a Kiev

Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita all’Ucraina di 500 missili antiaerei Patriot. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiede consegne rapide, in tempo per l’inverno. Intanto, al G20 dei ministri degli Esteri, il ministro russo Sergej Lavrov ha escluso un avvicinamento tra Mosca e Washington. L’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas lo ha accusato di mentire sull’Ucraina.

Vertice Ue-Canada a Montréal

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa e il premier canadese Mark Carney hanno definito a Montréal, in 48 ore, i contorni di una nuova partnership.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo l’evoluzione di questi dossier.

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