Attacchi informatici ai supermercati europei: si guarda a Mosca
Due grandi attacchi informatici contro catene di supermercati europee nel giro di poche settimane hanno mostrato quanto siano esposte le infrastrutture critiche dell’Ue, scrive Politico Europe. Il 2 novembre 2026 i frigoriferi di un supermercato Delhaize a Boortmeerbeek, in Belgio, erano vuoti. Nessuno sa chi sia l’autore. Secondo gli esperti di sicurezza informatica sentiti da Politico, gli attacchi potrebbero rientrare nella guerra ibrida condotta dalla Russia contro l’Europa, cioè azioni non militari che colpiscono servizi civili. Per ora è un sospetto, non un’attribuzione. Chi vende sistemi di refrigerazione e sicurezza informatica ha ora un argomento per chiedere investimenti alle catene della grande distribuzione.
Spagna, si dimette il ministro dei Trasporti Óscar Puente
Il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente si è dimesso quasi una settimana dopo lo scontro tra due treni ad alta velocità a Urda, in Castiglia-La Mancia. Secondo ZDF, l’incidente ha causato 69 morti. Puente rinuncia anche al ruolo di capolista socialista a Valladolid per le elezioni generali del 29 novembre, come riporta Il Sole 24 Ore. È il secondo grave incidente ferroviario in Spagna quest’anno, e la campagna elettorale parte con i trasporti al centro.
Midterm americani: i Democratici conquistano la Camera
Alle elezioni di metà mandato i Democratici hanno conquistato la Camera dei rappresentanti. Secondo Politico Europe, una vittoria anche al Senato è probabile. Il presidente Donald Trump ha già reagito con toni duri. Con la Camera all’opposizione, il Congresso può bloccare o rivedere le leggi di spesa e la politica commerciale: questo conta per le aziende europee che esportano negli Stati Uniti.
Ricerca europea, brevetti americani
Il presidente dell’istituto economico tedesco ifo, Clemens Fuest, e più di 50 scienziati sostengono su Science che la ricerca finanziata in Europa finisce spesso nei brevetti di startup statunitensi e ne spiega il successo commerciale. Fuest chiede di indirizzare i fondi dove i risultati possono diventare prodotti vendibili in Europa. A guadagnarci, oggi, sono gli investitori delle startup americane: l’Europa paga la ricerca e altri incassano il ritorno.
Nella prossima edizione di The Gist continuiamo a seguire questi sviluppi.